Contadini vincono contro Coca Cola

Leggiamo e riportiamo da Repubblica.it una notizia che non possiamo non darvi anche noi!

Da oltre 10 anni numerosi villaggi e comunità rurali in India si sono mobilitati, con proteste, manifestazioni, boicottaggi e liti legali, contro la Coca Cola e la Pepsi Cola, accusandole di derubare le risorse idriche destinate alle campagne, di usurpare le terre delle comunità contadine e di inquinare il suolo, attraverso il rilascio nel terreno di sostanze chimiche usate per il riutilizzo delle bottiglie. Finalmente ora il Rajasthan indiano ha costretto la Coca Cola «a battere in ritirata sospendendo l’imbottigliamento della bibita in tre impianti del Paese»

TO GO WITH India-US-economy-pollution-water,FOCUS by Rupam Jain Nair (FILES) In this October 5, 2006 photo, Indian village women from Banaras in northern Uttar Pradesh state shout slogans as they demand the closure of Coca-Cola and PepsiCo factories due to fears over groundwater poisioning during a protest in New Delhi. A pollution fine for Coca-Cola and an order for PepsiCo to cut water use at factories in India have highlighted an intensifying conflict between big business and farmers over natural resources. In March, 2010, a report commissioned by the southern state of Kerala ordered Coca-Cola to pay 47 million USD in compensation for polluting agricultural land and extracting too much groundwater at a bottling plant. AFP PHOTO / FILES / RAVEENDRAN
AFP PHOTO / FILES / RAVEENDRAN

Sempre Repubblica ci fa sapere che «in India l’agricoltura utilizza il 91% dell’acqua piovana, contro il 7% utilizzato dalle aree urbane e il 2% dall’industria. Gli impianti di imbottigliamento della Coca Cola (e della rivale Pepsi) sono accusati di consumare enormi quantità di acqua per la produzione delle bevande e il lavaggio delle bottiglie, a scapito proprio dei lavori agricoli della zona. Coca Cola ha sempre respinto le accuse, ma è stata anche costretta, nel corso di oltre un decennio, a ritirare molte domande di permessi per lo sfruttamento idrico delle falde acquifere»

Ora il colosso delle bollicine zuccherate si vede costretto a chiudere l’impianto di Kaladera e altri due stabilmenti, uno nel Meghalaya e l’altro nell’Andhra Pradesh. Pare che siano impianti vecchi che verranno riutilizzati come magazzini.

«Siamo contenti – dice Mahesh Yogi, uno dei capi della protesta contro il colosso Usa – L’impianto consumava il livello delle falde lasciandoci senz’acqua per irrigare i campi».

E naturalmente arriva la replica: «Il vero problema – replica un portavoce della Coca Cola – è che gli sforzi degli ambientalisti dovrebbero includere dei passi per costringere gli agricoltori a usare l’acqua in modo più efficiente».

Giusto, ma ci chiediamo quale sia l’ammontare d’acqua usata dall’agricoltura familiare e quella utilizzata da una produzione industriale che sforna milioni di bottiglie.

Via Repubblica.it

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