Contadini on the move! Diamo una mano ai giovani peruviani

Sapevate che solo in Perù si contano 4000 varietà di patate? L’America Latina tutta condivide un patrimonio di biodiversità inestimabile. Eppure rischiamo di perdere questa ricchezza.

Anche a queste latitudini l’agricoltura non è un mestiere appetibile, e sempre meno giovani ne fanno una scelta per il futuro. Tanto che, nel giro di pochi anni, si rischia di non avere più produttori di quinoa e caffè o di varietà vegetali locali. Una perdita che gioca a favore della produzione industriale, standard, che mette a rischio suolo e paesaggio e che poco premia le comunità locali.

C’è un ma positivo in questa storia: la piccola percentuale di giovani contadini che resistono è piena di energia, passione, entusiasmo e soprattutto progettualità. Manco a dirlo, anche (e forse soprattutto) da questa parte del globo hanno bisogno di supporto.

E qui interviene Slow Food, la nostra rete giovane e un bell’evento che si organizza proprio a sostegno dei giovani agricoltori latini.

Sisay in lingua quechua significa fiorire, parola che è stata scelta per un evento organizzato dallo Slow Food Youth Network, la rete giovane della Chiocciola.

L’appuntamento quest’anno è dal 28 al 31 ottobre a Lima, dove si riuniranno giovani agricoltori, produttori di alimenti artigianali, fornitori, leader aziendali ed esperti del settore. Una bella occasione, in pieno stile Slow Food, per scambiarsi idee, problemi e soprattutto soluzioni.

E un’opportunità per accendere i riflettori su chi fa una gran fatica a far sentire la propria voce. Un paradosso se consideriamo che sono proprio questi ragazzi che praticano agricoltura naturale e vivono di un sistema alimentare buono, pulito e giusto a offrire le soluzioni alle grandi crisi in cui ci ritroviamo, prima fra tutte quella climatica.

Tocca quindi a noi sostenerli: molti di questi ragazzi vivono in aree remote e non hanno il denaro necessario per poter raggiungere Lima e partecipare al Sisay.

Ma questo evento nasce anche per incoraggiare e l’uguaglianza, l’equilibrio di genere, l’inclusione delle comunità indigene (solo in Perù ce ne sono 55) e la possibilità per le persone di tutte le posizioni sociali ed economiche di essere in grado di contribuire e dire la propria. Per questo la rete giovani di Slow Food si è mobilitata in tutto il mondo per il diritto al viaggio dei contadini latino americani.

«Sisay non riguarda solo il presente, ma anche il futuro del patrimonio alimentare. L’edizione 2019 si concentra sulla filiera e la necessità di raggiungere la sostenibilità in ogni anello della catena. I partecipanti al Sisay sono orgogliosi di essere contadini e felici di lavorare in agricoltura. Ma alla difficoltà di un mestiere duro a ogni latitudine, subiscono anche l’oblio e la scarsa considerazione della società nei loro confronti. Grazie al Sisay possono mostrare tutto il loro potenziale» racconta Valentina Gritti Slow Food Youth Network: «Inoltre, parlare di agroecologia e metodi di coltivazioni naturali offre l’occasione di scoprire nuovi modelli economici per il turismo e la gastronomia più sostenibili, più equi e più duraturi. Questo potrebbe aiutare ad aprire un intero nuovo settore per i giovani latini» spiega Valentina .

Se non cambiamo le cose da subito la buona agricoltura dell’America Latina scomparirà e con essa tutto lo straordinario patrimonio gastronomico e culturale a essa legato.

Non lasciamo che ciò accada.

Diamo una voce a coloro che possono aiutarci a creare un sistema migliore. Un futuro più forte.

Non solo in America Latina ma in tutto il mondo. Se segui questo link raggiungi la pagina di crowdfunding e dai il tuo sostegno a un futuro alimentare ecologico.

Donate qui www.gofundme.com/f/supportingSISAYinPeru

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