Congo: le trivelle minacciano il parco del Virunga

Nel cuore dell’Africa la prima area protetta del continente è a rischio. Il parco del Virunga, straripante di biodiversità, potrebbe essere presto invaso dalle trivelle petrolifere. Questa antica riserva, che nella Repubblica Democratica del Congo custodisce oltre 3000 specie tra cui il gorilla di montagna, potrebbe diventare a breve uno sterile terreno di estrazione petrolifera. Negli ultimi anni, il governo congolese ha ceduto a diverse multinazionali le concessioni per effettuare le esplorazioni necessarie e avviare lo sfruttamento delle risorse petrolifere. Gli accordi non hanno risparmiato il parco: l’85% della sua superficie (che copre quasi 800 mila ettari) è stato concesso per queste esplorazioni preliminari.

Il parco è nato nel lontano 1925 per volere del re belga Alberto I e nel 1979 è stato dichiarato Patrimonio Mondiale dell’Umanità dall’Unesco. Tra le sue verdi vallate e i suoi imponenti vulcani trovano protezione okapi, elefanti, ippopotami e un quarto degli esemplari di gorilla di montagna oggi sopravvissuti all’estinzione. Lo scorso maggio, la compagnia Total si è impegnata a rispettare i suoi confini, mentre la britannica Soco potrebbe far valere presto i suoi diritti all’interno dell’area protetta e compromettere gravemente i suoi delicati equilibri.

Il Wwf ha denunciato la situazione lanciando una campagna e una petizione che potete firmare su wwf.panda.org.

Per dimostrare il potenziale valore economico del parco, l’organizzazione ambientalista ha anche commissionato uno studio indipendente (The Economic Value of Virunga National Park). Secondo il rapporto, grazie allo sviluppo di attività sostenibili come l’eco-turismo e la pesca artigianale, si potrebbero generare utili annui di un miliardo di dollari e si potrebbero assicurare fino a 45 mila posti di lavoro, senza danneggiare il patrimonio ambientale.

La rete di Slow Food è presente nella Repubblica Democratica del Congo con cinque Convivium attivi, uno dei quali ha sede proprio nella regione dell’area protetta.

«Siamo molto preoccupati per il pericolo che incombe sul parco e vorremmo poter fare qualcosa» racconta il responsabile di Slow Food Butembo, Samson Kakule Mulengya. «La biodiversità ha un valore centrale per garantire il nostro futuro e con il Convivium stiamo facendo il possibile per promuoverne la tutela. Le nostre attività sono iniziate solo un anno fa, ma abbiamo già avviato diverse iniziative tra cui il progetto dei Mille orti in Africa».

«Il benessere delle comunità locali non può essere calpestato in nome del profitto immediato delle grandi imprese straniere» commenta Piero Sardo, presidente della Fondazione Slow Food per la Biodiversità. «In un paese già martoriato per anni da una guerra atroce, il parco del Virunga deve essere assolutamente tutelato. È necessario promuovere una gestione attenta e condivisa delle risorse che abbia nella salvaguardia dell’ambiente il suo fondamento.» 

Per promuovere questo obiettivo, Slow Food sta realizzando nella Repubblica Democratica del Congo diverse attività tra cui il progetto dei Mille orti in Africa. Nel paese sono stati inaugurati una ventina di orti comunitari: in ognuno di essi la coltura delle varietà tradizionali di ortaggi è una sorta di piccolo baluardo simbolico per affermare il valore della sovranità alimentare di ogni comunità.

Fonti:
wwf.panda.org
whc.unesco.org

Per saperne di più:
wwf.it/petizione_virunga.cfm
The Economic Value of Virunga National Park 
Mille orti in Africa 
www.slowfood.com/landgrabbing
landgrabbing@slowfood.com 

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