Con la primavera anticipata arrivano le fragole da Marsala e il prezzo dei carciofi cala

Se ai torinesi sarà sembrato sorprendente e disorientante ritrovarsi con più di 20 gradi di temperatura durante i giorni della merla – solitamente i più freddi dell’anno – anche nel resto d’Italia si sono registrate temperature più alte del normale e la cosa dura da un po’.

La conseguenza è che i vegetali sentono un inizio di primavera e ci troviamo in una situazione in cui tutto matura con almeno un mese d’anticipo. Non vogliamo addentrarci in considerazioni sul riscaldamento climatico e l’emergenza ecologica globale, ma certo è che qualcosa sta cambiando in maniera importante.

Arrivano le fragole a febbraio

Per dire: ci sono già le fragole! Arrivano dalla Sicilia com’è normale a febbraio – a Marsala si coltivano delle fragole d’inverno deliziose – ma anche dalla Puglia dove le candonga, di qualità e le prime a essere raccolte, maturano tranquillamente e con vigore in serre non riscaldate. Tenete conto che se all’esterno ci sono 20 gradi in serra si può arrivare a 30 e se la serra rimane ben chiusa la notte non si scende sotto i 12-15 gradi. Le condizioni ideali. E così non stupitevi più di tanto se le trovate già, a prezzi da primizia.

…e calano i prezzi della verdura

Le conseguenze di questo caldo si ripercuotono un po’ su tutta la verdura, con un calo generalizzato dei prezzi dei prodotti più tipicamente invernali che non soltanto proliferano nei campi ma non incontrano una domanda così forte, poco invogliata da questi primi sentori primaverili. Per cui non ci resta che approfittarne e fare delle spese intelligenti, risparmiando e non esagerando, mettendoci alla prova in cucina con creatività e sempre con voglia di imparare.

Un prodotto particolarmente conveniente in questo periodo, di cui abbiamo già parlato settimane fa, è il carciofo, sia nella versione classica spinosa sarda (o del Presidio Slow Food dello spinoso di Menfi, in Sicilia, particolarmente buono) che tocca anche 50 centesimi al pezzo per una qualità non male e sale fino a un euro per il top di gamma; sia nella versione povera – soprattutto di gusto – tema o thema, senza spine, che costa anche meno.

Ci segnalano poi che iniziano le prime mammole, in linea con questo anticipo di almeno quattro settimane, con la varietà ibrida Apollo (un marchio brevettato) che frutta carciofi anche da sei-sette etti l’uno. Preferiamo le varietà tradizionali con tanti Presìdi di cui parleremo in primavera, ma se avete voglia di un carciofo alla romana o alla giudia potrete già soddisfarla, ché i primi Apollo sono anche i più teneri.

da La Stampa del 8 febbraio 2020

www.slowfoodeditore.it
Carlo Bogliotti
c.bogliotti@slowfood.it

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