Tra poco in libreria Osterie d’Italia 2002

In un panorama ristorantizio dove sempre più inarrestabile appare il dilagare delle mode – dal culto del piatto “destrutturato” alla scoperta del cross-over in cucina, dal mito degli status symbol enogastronomici al moltiplicarsi di locali finti quanto sussiegosi – Slow Food continua con ostinazione a seguire le piste di quella “vieille cuisine” che rappresenta la vera identità alimentare del nostro paese.

Senza nostalgia per la “buona cucina delle nonne”, ma consapevole che la forza e l’attualità della tradizione sta nella sua capacità di rinnovarsi, Osterie d’Italia – forte di più di 300 collaboratori coordinati da Paola Gho – esplora ogni angolo della penisola (concedendosi puntate in Canton Ticino e in Tirolo) alla ricerca di osterie, trattorie, ristoranti, enoteche, aziende agrituristiche che sappiano esprimere al meglio la gastronomia di estrazione popolare. All’omologazione del fast food Slow Food oppone la varietà dei repertori regionali, alla triste banalità del cibo globale la ricchezza dei sapori locali, alla distrazione e alla fretta la memoria delle proprie radici. È un grande patrimonio di civiltà e di cultura materiale, quello proposto dal Sussidiario del mangiarbere all’italiana, che sa esprimersi in piatti sapidi e autentici, nel gusto per un’accoglienza semplice e cordiale, nella riscoperta della convivialità e del buon bere, nel coltivare il proprio territorio attraverso la ricerca dei suoi migliori prodotti.

Osterie d’Italia arriva con l’edizione 2002 al dodicesimo anno e testimonia della buona salute del “mangiarbere all’italiana”. Il volume racconta 1700 locali, con oltre 200 nuovi ingressi (contrassegnati dal timbro “novità”). Di ognuno una scheda attenta e puntuale ripercorre la storia, la proposta gastronomica, l’ambiente mentre il simbolo della “bottiglia” segnala la presenza di cantine ben fornite e quello del “formaggio” una proposta casearia particolarmente ricca e originale. A 192 delle osterie consigliate è stato assegnato il simbolo della “chiocciolina”, a indicare “un locale che ci piace in modo speciale per l’ambiente, la cucina, l’accoglienza in sintonia con lo Slow Food”.

Quest’anno la guida si arricchisce di un’interessante appendice: l’elenco ragionato del Presìdi Slow Food, gli oltre cento progetti messi in opera dal movimento in Italia per salvaguardare e rilanciare produzioni a rischio di scomparsa.

Osterie d’Italia 2002
Sussidiario del mangiarbere all’italiana

Slow Food Editore
39 mila lire – 20,14 euro

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