SPECIALE SALONE DEL GUSTO / TERRA MADRE –

Questa mattina è stato presentato presso il Salone del Gusto di Torino il progetto di sperimentazione per la ristorazione collettiva che impegna Intesa Sanpaolo, Slow Food e CTO di Torino.

«È un modo diverso di concepire il servizio della mensa», afferma Marco Vernieri, direttore del personale Intesa Sanpaolo, aggiungendo che «normalmente si sceglie la mensa per il basso prezzo e non per la qualità del cibo, mentre la novità del progetto consiste nel privilegiare il concetto di gusto e quello di piacere».

Roberto Burdese, Presidente di Slow Food Italia, sottolinea come il progetto sia uno dei primi importanti segni che Slow Food mette nella terra al termine di questi giorni: «Salone del Gusto e Terra Madre finiscono solo apparentemente oggi, perché iniziano da domani a dare i loro frutti».

Il nuovo modo di concepire la mensa coinvolgerà tutti gli aspetti del servizio di ristorazione collettiva, dalla scelta dei prodotti attraverso la filiera breve anche per rinsaldare l’economia locale, al menu con meno possibilità di scelta per abbattere gli sprechi, al rispetto della stagionalità, agli aspetti nutrizionali e gastronomici, all’utilizzo di materiale compostabile per le stoviglie, al coinvolgimento del personale e dell’utente attraverso formazione e informazioni, al recupero di alimenti avanzati intatti per le strutture di accoglienza.

«Il cibo deve essere elemento di piacere», dice ancora Roberto Burdese, mettendo in evidenza come tale esperimento debba fungere da «modello virtuoso per realtà simili».

Intesa Sanpaolo coinvolge oltre 100 000 collaboratori nel mondo, di cui circa 50 000 in Italia. Tra questi, sono ben 5000 coloro che utilizzano i servizi di mensa della banca. La sperimentazione sarà attivata sulle mense di Torino e Milano, le più frequentate del circuito, che forniscono circa 1000 pasti al giorno.

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