SPECIALE SALONE DEL GUSTO / TERRA MADRE – Terra Madre si svolge ogni due anni a Torino, ma prosegue tutti i giorni in ogni angolo del mondo

La terza edizione di Terra Madre (organizzato dal Ministero per le Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, Cooperazione Italiana allo Sviluppo-Ministero Affari Esteri, Regione Piemonte, Città di Torino e Slow Food) sta giungendo alla conclusione con il consenso sia delle comunità provenienti da tutto il mondo sia delle persone coinvolte a vario genere, dai volontari alle famiglie ospitanti.
Quest’anno a Torino sono presenti oltre 1652 comunità del cibo (più di 7000 persone provenienti da 153 nazioni). Se a queste si sommano quelle venute negli anni precedenti e attive nei loro Stati il numero sale a oltre 3000 comunità. Queste comunità del cibo costituiscono parte integrante e attiva della rete di Terra Madre. E il dato non considera i cuochi e le università, in tutto migliaia di persone entrate a fare parte di questo immenso network mondiale.
Terra Madre si svolge ogni due anni a Torino, ma prosegue tutti i giorni in ogni angolo del mondo. La credibilità e i progetti riconducibili a Terra Madre a livello internazionali sono diventati davvero rilevanti. Per far questo l’attività è molteplice e quotidiana. Il bilancio complessivo di circa 6.500.000 euro (finanziato dalla Fondazione Terra Madre, oltre 1 milione di euro raccolti da Slow Food principalmente attraverso le proprie Condotte sul territorio) va a sostenere due anni di lavoro, e comprende le quotidiane attività di supporto, informazione e organizzazione della rete di Terra Madre. Non ci sono dubbi che l’assise di Torino è il momento di maggiore visibilità e coinvolgimento, e anche per questo incide sul bilancio biennale per il 55% poiché occorrono circa 1.500.000 euro di voli per dare la possibilità ai delegati provenienti dal Sud del mondo di partecipare e 600.000 euro per l’accoglienza e l’ospitalità. Quest’ultimo importo è contenuto grazie al fatto che c’è una grandissima mobilità di famiglie torinesi, contadini e produttori piemontesi che ospitano i delegati nelle loro case. A questi si devono aggiungere, poi, oltre 1.500.000 euro per l’affitto, l’allestimento dell’Oval e del Pala Olimpico, la logistica e molti altri ai servizi generali quali la mensa, le traduzioni, (tutto deve essere tradotto in 8 lingue per poter contare sul pieno coinvolgimento di tutti i delegati). La preziosa collaborazione di 700 volontari nei giorni dell’evento permette di contenere ulteriormente i costi di questo evento unico nel suo genere.
A Torino dunque si svolge una parte di Terra Madre, l’assise. La grande scommessa di 4 anni fa, di creare una rete attiva tra le comunità del cibo nel mondo, si sta realizzando. Non c’è angolo del mondo in cui non ci sia un’attività che trova il suo fondamento in Terra Madre. A conferma di questo, lo svolgersi di tante Terra Madre nazionali, organizzate tra il 2007 e il 2008 in Brasile, Etiopia, Olanda, Irlanda, Bielorussia, Svezia, Spagna, Kenya.
Ma non solo: Terra Madre promuove scambi e incontri internazionali tra le comunità, corsi di formazione, progetti di cooperazione, attività di solidarietà, la gestione di un sito e la pubblicazione di una newsletter in otto lingue (elementi indispensabili per fare circolare le notizie relative al movimento), che arriva a oltre diecimila indirizzi ma è disponibile per tutti coloro che la vogliono ricevere per restare in contatto con questo mondo.

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