Slow Food, Università di Scienze Gastronomiche e Corpo Forestale insieme per il paesaggio alimentare italiano

Corpo Forestale dello Stato, l’università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo e Slow Food Italia ospiti del Salone del Gusto e Terra Madre hanno siglato la convenzione per «per la tutela dell’identità dei territori nazionali e del patrimonio di biodiversità ambientale e alimentare del nostro Paese». L’accordo è stato firmato da Cesare Patrone, capo del Corpo Forestale dello Stato, Silvio Barbero, vicepresidente di Slow Food Italia, e Pier Carlo Grimaldi, rettore dell’ateneo piemontese.

«Vogliamo indicare un percorso e costituire un modello anche per altri paesi» dice Barbero «Intendiamo integrare il più possibile conoscenze e informazioni, con l’obiettivo di tutelare e difendere il territorio agricolo e il paesaggio. L’elemento che ci unisce è la cultura del cibo: con questa visione comune possiamo superare la crisi che sta colpendo la nostra società e il nostro ambiente».

Il protocollo prevede la promozione di “un più elevato livello di conoscenza e di consapevolezza dei processi agricoli e produttivi nel settore alimentare” realizzata grazie a “una collaborazione nel settore della formazione e delle reciproche attività educative attraverso uno scambio continuo, di informazioni e di esperienze, da attuare presso le proprie Scuole di formazione specializzate in materia e sul territorio nazionale attraverso le istanze e le strutture locali”.

Come spiega Grimaldi, l’antropizzazione selvaggia degli ultimi decenni ha devastato il paesaggio, una delle più grandi ricchezze del nostro paese. Valorizzare e difendere il patrimonio territoriale e paesaggistico vuol dire anche tutelare la varietà alimentare italiana, che da lì ha origine.

Tutte e tre le parti, si legge nella convenzione, valutano come fondamentale “un approccio culturale, sociale e economico più attento alla difesa dei prodotti e delle produzioni locali, dei territori e del paesaggio, attraverso la difesa della legalità e la lotta alle contraffazioni agroalimentari”.

«Uniti possiamo trasformare il territorio, attraverso gli strumenti dell’agricoltura e dell’alimentazione, nel senso del buono e del bello» afferma Patrone.

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