Slow Food: “Un passo avanti verso la tracciabilità. Ma si deve guardare a tutta la filiera.”

“Siamo per il libero arbitrio del consumatore. E il principio espresso ieri dal Parlamento Europeo, che a Strasburgo si è pronunciato per l’indicazione in etichetta del contenuto in OGM va sicuramente in questa direzione”. Piero Sardo, vicepresidente di Slow Food, esprime soddisfazione a seguito della decisione che impone ai produttori il principio di tracciabilità. “Il consumatore potrà finalmente esercitare il diritto di scelta, e indirizzarsi consapevolmente verso gli alimenti che preferisce. Slow Food da anni si batte per questo, perché sia garantita l’informazione: siamo convinti che il pubblico sappia riconoscere e premiare la qualità. C’è ancora un passo avanti da fare, molto importante, ed è quello di imporre la stessa chiarezza anche per gli alimenti derivati, come ad esempio carne e formaggio. Bisogna indicare se animali da latte o da carne sono stati alimentati con mangimi o cereali GM.”

La posizione di Slow Food, che recentemente ha promosso una campagna di opinione e una raccolta di firme contro la commercializzazione di materiali di moltiplicazione vegetativa della vite GM, è chiara: non si tratta di oscurantismo anti-scientifico, né di opposizione preconcetta ai cambiamenti. Alla base c’è la convinzione, basata su un’ormai ventennale esperienza nel campo dell’educazione alimentare e del gusto, che la qualità si ottenga con l’accurata manipolazione degli ingredienti, la selezione delle materie prime, l’attenzione all’equilibrio naturale dell’ambiente. E che la soluzione ai problemi dell’agricoltura italiana stia nel salvaguardare la biodiversità del territorio, puntando sulla differenziazione delle produzioni e sul plus-valore delle coltivazioni tipiche, ottenute con metodi tradizionali.

Ecco perché Slow Food si augura che la votazione di ieri del Parlamento Europeo sia presto seguita da concrete politiche, anche a livello dei Parlamenti nazionali, che vadano in questa direzione.