Slow Food: no al McDrive alle Terme di Caracalla, non abbassiamo la guardia.

31/07/2019. Ieri mattina Slow Food Roma si è fatto promotore della diffusione del comunicato stampa che si legge di seguito, cui hanno aderito al momento oltre 60 associazioni e gruppi in rappresentanza della società civile.

Slow Food accoglie con sollievo e soddisfazione la notizia diffusa stamane dall’Ansa secondo la quale «Il Ministero per i beni e per le attività culturali è prontamente intervenuto per annullare, in autotutela, la procedura autorizzativa per la costruzione di un fast food all’interno dell’area archeologica delle Terme di Caracalla».

Ovviamente ci impegniamo a non abbassare la guardia (e invitiamo tutti i cittadini romani – e non solo – a farlo con noi), per evitare che un luogo storico, un patrimonio culturale che appartiene a tutta la collettività, sia sfregiato dalla presenza di un McDrive. Oltre trent’anni fa una analoga battaglia per evitare l’apertura di un locale con il marchio della M dorata in piazza di Spagna ha dato l’impulso alla nascita di Slow Food. In questi tre decenni si è capito che il vero patrimonio da promuovere e tutelare è quello della gastronomia regionale italiana e del cibo buono, pulito e giusto; mentre il fast food è il risultato di un sistema alimentare che devasta le risorse ambientali a livello globale e sta sul banco degli imputati per il diffondersi dell’epidemia di obesità a livello planetario. Siamo sicuri che trent’anni di Slow Food non sono passati invano.

Slow Food: no al McDrive alle Terme di Caracalla

FERMATE QUESTO SCEMPIO CULTURALE, CI PUO’ ESSERE UN’ALTERNATIVA AL MC DRIVE DI CARACALLA

L’Amministrazione di Roma Capitale fermi uno scempio che è prima di tutto culturale: la realizzazione di un Mc Drive a Caracalla. Sarebbe uno sfregio alla cultura italiana e mediterranea: la cultura del benessere, del vivere lentamente, del mangiare sano e con piacere, uno stile di vita di cui l’Italia è maestra nel mondo e di cui le antiche Terme romane sono una testimonianza parlante.

Non è pensabile accettare di accogliere in uno dei luoghi più incantevoli e preziosi del pianeta, patrimonio Unesco, la sintesi plastica di uno stile di vita e di gastronomia che confligge con la cultura della Capitale d’Italia e del Paese, e allontana da essa i suoi cittadini, soprattutto i più piccoli. Nel nuovo regolamento capitolino per il commercio per il centro della città è esclusa la possibilità di aprire fast food, proprio per non sfigurarne l’identità storica: perché ne’ il Municipio I ne’ l’amministrazione centrale  hanno vigilato sull’applicazione delle proprie stesse regole? Peraltro incentivando una mobilità insostenibile come quella dei mezzi privati, e permettendo la parziale cementificazione di uno spazio che era vivaio e giardino, e nonostante sia privato, non può sottrarsi, a nostro giudizio, anche eticamente al vincolo paesaggistico che protegge l’intera area.

Chiediamo ai diversi livelli dell’amministrazione capitolina di non trasformare questo episodio nell’ennesimo scontro inconcludente tra opposte tifoserie, ma di agire quel potere che esercitano anche a nostro nome per fermare questo che non è, come pure qualcuno sostiene, “come un qualsiasi altro ristorante”, ma, a prescindere da un legalismo senza visione, è l’ennesimo scempio dell’identità di Roma.

L’Amministrazione TUTTA si faccia promotrice e parte attiva di un Tavolo di lavoro per una proposta alternativa su quell’area aperto a cittadini, associazioni, realtà territoriali che si occupano di sostenibilità e qualità della vita. A Roma e nel Lazio ce ne sono tante e sono pronte a costruire insieme un progetto che sia degno della Città più bella del mondo e della cultura italiana.  Una progettualità che integri l’area dell’ex vivaio a quella delle Terme di Caracalla, offrendo ai turisti che visitano il complesso termale e ai cittadini un’esperienza olistica con approfondimenti culturali e multimediali sulla storia delle Terme, punti di ristoro di qualità in linea con la tradizione gastronomica romana, giardini e fontane, parchi e giochi per i bambini in linea con i più moderni e apprezzati modelli esistenti nelle città europee.

Si può fare, chi non lo vorrà si assumerà la responsabilità di spiegarlo e rispondere nel merito a cittadine, cittadini e alle nostre associazioni

 

Assobotteghe , Associazione Persone Comuni ( Comune-info.net ), Asud, Associazione Sabina Rurale, Ass Ex Lavanderia, Attac Roma , Attac Italia , Azienda Agricola Biologica “ Il Borgo del Viandante,  Ass Impolllin/azioni , Bottega Capo Horn, Bottega del mondo Engim , Bottega del mondo Capoverso , Casale Podere Rosa, Cerealia – La festa dei cereali, Cibo Agricolo Libero, Com.e.s. di Commercio Equosolidale, Comitato No Corridoio Roma-Latina, Comunia, Cooperativa Parsec ,Cooperativa Come un Allbero ,Cooperativa Agricola Coraggio , Cooperativa Agricoltura Capodarco,  Cooperativa èCO, Eutropian, Fairwatch, Laboratorio Itinerante della decrescita roma, DOL – Di Origine Laziale, La Nuova Arca Soc Cooperativa , Navdanya International, OZ-Officine Zero, Scup, Gas Laurentina, Gasotto, Gasper, GAS Felce & Mirtillo, Gas Scup, Gas Esquilino, Git roma e lazio soci di banca etica, Mercati Contadini Roma e Castelli romani, M.Y.R.A ,Movimento terra contadina, Osteria Borgo Pio, Respiro Verde – Legalberi, SlowFood Roma, Slow Food Lazio, Slow Food Albano e Ariccia, Slow Food Ciampino e Morena, Slow Food Frascati, Slow Food Tivoli e Valle dell’Aniene, Slow Food Italia, SAP Silvicultura Agrocultura Paesaggio, Semi di Comunità – CSA Roma, Seminaria di Pina Fioretto, Rete Gas Roma Lazio, Reti di Pace , Rete TuteliAmo, Reorient Onlus, Reter, Ristorante Spirito Divino di Eliana Vigneti Catalani (Alleanza Cuochi-Presìdi Slow Food), Solidarius Italia Terra onlus, Thomas Torelli con FoodReLOVution, Unacma – Macchine agricole, Zappata romana. 

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