Slow Food in Mali al Forum sociale mondiale

Slow Food parteciperà al Forum sociale mondiale.
Roberto Burdese, vicepresidente di Slow Food, condurrà il 21 gennaio a Bamako il seminario dal titolo Terra Madre e il ruolo delle comunità di piccoli produttori nella creazione di un modello sostenibile di produzione alimentare.

Dal 19 al 23 gennaio infatti nella capitale del Mali si aprirà la prima tappa del WSF, cui seguiranno gli appuntamenti di Caracas (Venezuela), di Karachi (Pakistan) e di Atene (Grecia). Quella di Bamako sarà la prima tappa di avvicinamento a Terra Madre (a Torino dal 26 al 30 ottobre 2006) e la partecipazione di Slow Food avviene nell’intento di estendere e rafforzare sempre più la rete mondiale di contatti tra coloro che intendono il cibo come un valore culturale imprescindibile per la salvaguardia dell’ambiente e delle identità locali.

La portata internazionale dell’associazione Slow Food, che conta circa 85 000 iscritti in 107 Paesi, la realizzazione nell’ottobre 2004 del primo meeting Terra Madre, che ha messo a confronto tra loro 5 000 operatori del settore agroalimentare rappresentativi di modi di produzione ecosostenibili da 150 nazioni, la creazione dal 2002 ad oggi di circa trecento iniziative di aiuto e promozione per cibi e coltivazioni a rischio di scomparsa nei cinque continenti, i Presìdi Slow Food; tutto ciò rende la partecipazione di Slow Food al Forum un passo obbligato e un contributo di ulteriore crescita per la rete sociale che si oppone agli effetti più deleteri e disumanizzanti della globalizzazione.

La partecipazione al Forum sarà l’occasione per avviare anche un progetto concreto, nello stile che caratterizza da sempre l’azione di Slow Food.
Roberto Burdese incontrerà infatti Aminata Traoré, ex ministro della cultura maliana, per definire il sostegno da parte della Fondazione Slow Food per la Biodiversità Onlus alla ristrutturazione del mercato di Missira, a Bamako.
Si tratta di uno storico mercato ortofrutticolo della capitale con una bella struttura in pietra rossa maliana, il cui recupero è stato avviato da poco grazie all’intervento di Aminata e sotto la supervisione di Assétou, docente di biologia dell’Università di Bamako e leader delle comunità maliane di Terra Madre.

L’obiettivo è quello di restituire agli agricoltori uno spazio per la vendita diretta dei loro prodotti, per assicurare loro guadagni dignitosi e preservare la tipicità delle coltivazioni locali, contribuendo nello stesso tempo alla ristrutturazione di un complesso architettonico espressione del patrimonio culturale maliano (seguirà il progetto Séverine Petit, referente Slow Food per i Presìdi e Terra Madre nell’Africa francofona).

Ufficio stampa Slow Food:
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