Slow Food al tavolo dell’agroalimentare di Parma

Il movimento internazionale Slow Food è stato invitato al tavolo dell’agroalimentare convocato dai Ministeri delle Attività Produttive e delle Politiche Agricole e Forestali, lunedì 28 gennaio a Parma, per discutere delle problematiche legate all’export. L’incontro aveva l’intento di gettare le basi per lo studio di una strategia per la promozione del made in Italy agroalimentare all’estero.

Per Slow Food è intervenuto il vicepresidente Giacomo Mojoli che ha sottolineato: “Come è avvenuto per la moda e il design, due voci importanti dell’export italiano, anche per l’agroalimentare bisognerà puntare sempre più sull’eccellenza che nel settore si fonda sulla qualità e varietà delle materie prime, su una tradizione storica consolidata e sull’abilità artigiana. Questi fattori connotano in modo positivo la nostra produzione esportabile e serviranno da vòlano a tutto il comparto: l’esempio del vino insegna. La promozione, poi, deve essere mirata, in modo da evitare sprechi di risorse, e non deve dimenticare, anzi deve prendere le mosse, dalla nuova agricoltura: rispettosa della tradizione, dell’ambiente e del consumatore. Quella, per dirla in altre parole, lontana dalle produzioni massive e standardizzate”.

Slow Food ritiene che sia necessario passare al più presto alla fase operativa secondo quanto delineato nell’incontro dal Ministro Giovanni Alemanno e dal sottosegretario Adolfo Urso. Slow Food, alla luce dell’esperienza maturata in questi anni in campo internazionale nella promozione dell’agroalimentare artigianale di qualità, si candida ad essere soggetto attivo nel programma ministeriale.