Seconda giornata del Congresso di Slow Food Italia

La seconda giornata del Congresso si è aperta con il discorso di Roberto Burdese, vicepresidente di Slow Food Italia e designato da Carlo Petrini come candidato a succedergli alla presidenza dell’associazione nazionale.

Roberto Burdese ha esordito: «A Riva del Garda, 4 anni or sono, ci presentammo al Congresso forti di un’associazione nazionale che costituiva il 60% del patrimonio di Slow Food Internazionale, in termini di soci. Oggi non solo la proporzione associativa è ribaltata, ma appare ormai probabile che l’associazione statunitense ci avvicinerà o addirittura supererà nei prossimi anni. Non siamo più rappresentativi di tutto il movimento, ma dobbiamo assolutamente restare i primi: la nostra energia, la nostra fantasia sono e saranno sempre fondamentali».

L’attuale vicepresidente ha poi posto gli obiettivi principali di Slow Food Italia per i prossimi anni. «A mio avviso un’attenzione assolutamente prioritaria dovrà essere data ai temi dell’educazione alimentare e del gusto, perché proprio su questo ci verrà chiesto un impegno sempre maggiore. Purtroppo in questo paese la qualità media del cibo continua a scendere, dalle mense alle case; pare che i prodotti con le migliori performance di mercato siano i cibi precotti e surgelati, pieni di conservanti e aromi, né buoni, né puliti, né giusti! Ritengo che i tempi siano maturi perché la nostra riflessione arrivi a toccare il tema dell’alimentazione quotidiana. Ed è per questo che dobbiamo lavorare sull’innalzamento della qualità. Trattare sempre più spesso i temi del quotidiano sarà la risposta migliore a chi ingiustamente ci accusa di elitarismo, un’accusa che sento così lontana da noi da non riuscire nemmeno a concepirla. La nostra Università di Scienze Gastronomiche sarà di fondamentale aiuto, sarà il nostro faro del futuro. Educare è un passaggio fondamentale per poter fare tutto il resto. Senza consumatori educati non si fanno mercati contadini, non si promuovono i Presìdi, non si può fare una battaglia contro gli Ogm e, più in generale non si può pensare di creare coproduttori. La rete è anche questo: tante relazioni, ciascuna costruita su un pezzo di progetto in comune, tutte insieme capaci di comporre un mosaico straordinario».

Burdese inoltre ha affrontato il tema dell’incontro con i produttori: «È l’evoluzione del nostro lavoro sul fronte della difesa della biodiversità, che è quello su cui ci siamo spesi maggiormente in questi anni ma è anche quello che ci ha dato il ritorno più grande in termini di visibilità e credibilità. Dall’Arca ai Presìdi, sino a Terra Madre, che nasce soprattutto da quelle esperienze, nei prossimi anni sarà ancora lì che troveremo le sfide più stimolanti. Slow Food Italia, qui più che altrove, sarà fondamentale per tutto il movimento internazionale. Il nostro contributo sarà importantissimo nel costruire e alimentare la rete di Terra Madre e un punto di riferimento per tutto il resto dell’associazione, particolarmente in vista del Congresso mondiale del prossimo anno. La complessità con cui ci dovremmo sempre più spesso confrontare sarà un grande valore e porterà dibattiti, discussioni e possibili divisioni. Fidiamoci della complessità, cavalchiamola senza timore, sicuri che questa specie di “brodo primordiale” darà grandi frutti. L’unica cosa che dobbiamo fare è restare uniti e rispettare le diversità al nostro interno».

In conclusione il vicepresidente ha sottolineato soprattutto una cosa: «In Slow Food ci dobbiamo stare perché ci divertiamo, per emozione e per piacere. Un piacere che vogliamo sempre più condiviso e che resta l’irrinunciabile diritto per il quale continuare a batterci» poi ha aggiunto, emozionato per la designazione a successore di Carlo Petrini, «accetto questa sfida senza paura perché so di non essere solo. Perché posso contare su un corpo associativo meraviglioso».