Scandalo mucca pazza: Slow Food avverte “No agli isterismi, sì all’informazione”

Lo scandalo della mucca pazza ha creato nel nostro paese un clima da caccia alle streghe, in Italia si sta diffondendo un allarmismo che non giova di certo al diritto alla sicurezza dei consumatori.
A questo proposito Carlo Petrini, presidente di Slow Food, afferma: ”In questo momento sarebbe auspicabile una maggior sobrietà nei giudizi, per evitare di creare ulteriori paure collettive: occorre infatti gestire questo stato di incertezza con comportamenti di buon senso”.
Slow Food infatti suggerisce pochi, ma fermi, punti per affrontare l’emergenza: informarsi, prendere le dovute precauzioni, moderare i consumi. “Il problema – prosegue Petrini – rimane un altro: cessati l’allarme e la paura, il rischio è che tutto torni come prima. Viceversa la lezione che dobbiamo trarre da questa vicenda è che la determinazione al cambiamento deve essere ferma e convinta”.
Le priorità che da sempre Slow Food propone – e che alla luce dei fatti odierni si sono rivelate premonitrici – oggi diventano dunque necessarie: minor produzione, alimentazione naturale negli allevamenti, benessere degli animali, bando all’uso di antibiotici, certificazione e tracciabilità del prodotto. Nel rispetto di una produzione lontana dagli schemi massivi, per una garanzia di salubrità degli alimenti.