“Più biodiversità, Meno OGM”Si conclude con un successo la campagna lanciata da Slow Food

Si conclude stasera la giornata di mobilitazione tra i ristoratori italiani a sostegno della campagna Slow Food “Più biodiversità, Meno OGM”. L’iniziativa, nata come reazione tra l’ironico e il provocatorio a seguito delle esternazioni di un gruppo di scienziati pro-OGM che accusava mais e basilico di essere cancerogeni, ha visto oggi serviti a pranzo in 600 osterie e ristoranti italiani oltre 20.000 porzioni di due piatti simbolo della gastronomia italiana: il pesto e la polenta. E continuerà stasera a cena.

“Un successo. Un’adesione così partecipe e motivata dimostra come su questi temi ci sia sensibilità e attenzione” dice Roberto Burdese, vicepresidente di Slow Food. “Il mondo della ristorazione, dalle osterie agli stellati, si è schierato decisamente a favore della qualità, per la difesa del patrimonio gastronomico italiano e della dignità del proprio lavoro; ma soprattutto il messaggio che è passato è questo: basta dichiarazioni ad effetto. Tutti, operatori e consumatori, vogliamo chiarezza, per decidere liberamente cosa mettere nel piatto.”

La scelta della data di oggi cade non a caso in coincidenza con la discussione in Consiglio dei Ministri del Decreto Alemanno “Regolamentazione per la coesistenza tra le coltivazioni transgeniche, convenzionali e biologiche”.
Lo stesso Ministro Giovanni Alemanno ha partecipato oggi a Roma all’iniziativa, recandosi all’osteria Da Armando al Pantheon, ringraziando Slow Food per aver ancora una volta saputo catalizzare l’attenzione dell’opinione pubblica su temi molto seri attraverso messaggi semplici, efficaci e di piacevole convivialità. “Del resto Slow Food in ogni parte del mondo – ha aggiunto – genera interesse e cultura.”

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