Ogm: giornata a luci e ombre

Notizie importanti sul fronte Ogm. Cominciamo dall’Italia: apprendiamo con soddisfazione che il Consiglio di Stato ha rigettato l’istanza sospensiva chiesta da un agricoltore friulano, confermando quindi la sentenza del Tar del Lazio dello scorso 24 aprile (ne abbiamo parlato qui ) e ribadendo la validità del decreto che vieta la coltivazione del Mais GM Mon 810 in Italia.

E ora spostiamoci a Lussemburgo, dove nel corso della riunione tenutasi ieri, il Consiglio Ambiente dell’Unione Europea ha raggiunto l’accordo politico sul testo predisposto dalla Presidenza greca sulla proposta della Commissione di modifica della Direttiva 2001/18/CE per quanto concerne la possibilità per gli Stati membri di limitare o vietare la coltivazione di Ogm sul loro territorio. Ma siamo sicuri che sia un accordo positivo?

La European Gmo-Free Regions Network aveva ribadito con un documento inviato alla Presidenza Greca l’importanza per ogni Stato di decidere autonomamente se autorizzare o meno coltivazioni gm, segnalando però alcune perplessità sul testo in discussione. Tra le altre cose, viene indicata dalla rete delle regioni europee libere da Ogm l’importanza della collaborazione tra stati confinanti per prevenire eventuali contaminazioni e l’applicazione del principio “chi inquina paga” in quelle situazioni in cui uno Stato imponga restrizioni sull’uso di Ogm e quello confinante non lo faccia (a questo link il position paper della European Gmo-Free Regions Network).

Noi di Slow Food manteniamo alcune perplessità in merito, espresse nel comunicato inviato insieme a Greenpeace. Temiamo infatti che gli stati membri non abbiano la sufficiente forza legale per vietare definitivamente la coltivazione di Ogm sul loro territorio.

Nel corso della discussione, il Ministro Galletti ha ribadito che l’Italia avrà una posizione chiave durante il semestre di presidenza europea per salvaguardare la nostra agricoltura. Per noi questo significa difendere finalmente il nostro Paese dal rischio di coltivazioni gm. Vediamo come andrà. Per quanto riguarda i dettagli procedurali, in ogni caso il testo approvato ieri deve ora tornare al Parlamento Europeo per la seconda lettura. Resteremo vigili e seguiremo gli sviluppi della vicenda.

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