Ogm: è allarme contaminazione, convocata d’urgenza la task force

Si è appena conclusa la riunione della Task Force Per un’Italia libera da Ogm, convocata d’urgenza per determinare le necessarie azioni di mobilitazione dopo l’approvazione del decreto interministeriale sul blocco della coltivazione di Ogm e dunque liberare la regione Friuli Venezia Giulia dai residui delle varietà di mais precedentemente messe a coltura. È inspiegabile, infatti, come, nonostante il divieto e soprattutto, valutate le circostanze scientifiche che supportano la richiesta delle misure di emergenza inoltrata alla Commissione europea, le Autorità regionali non abbiano preso alcun provvedimento cautelare per eliminare ogni rischio di compromissione dell’agrobiodiversità provocato dalle semine biotech e anzi abbiano emanato un’ordinanza che nei fatti consente la coltura Omg. 

La discussione – cui è intervenuto più volte anche Sergio Bolzonello Assessore regionale all’agricoltura – è stata molto partecipata e a tratti accesa: «All’indomani della tragedia di Lampedusa aver ragionato di Ogm ci ha dato la misura di come le scelte fatte a casa nostra abbiano ripercussioni sulle economie più lontane. Ci rassicura il fatto che la Regione Friuli abbia dato la sua disponibilità per pianificare insieme i prossimi passi, anche a correzione di quelli appena fatti. Ciò che deve essere chiaro per tutti è che decisioni prese in questo ambito hanno conseguenze importanti anche ambientali ed economiche e dunque sono scelte eminentemente politiche» ha commentato l’esito dell’assemblea Cinzia Scaffidi, direttrice del Centro Studi di Slow Food Italia.

Le associazioni della Task Force e i parlamentari aderenti confidano che la Regione non intenda più trincerarsi dietro artificiali barriere interpretative per assumersi la responsabilità politica di difendere l’identità delle produzioni agroalimentari e la varietà delle risorse naturali contro atti che risultano contrari oltre che a provvedimenti normativi soprattutto agli interessi generali dei cittadini consumatori: «L’ordinanza emessa, secondo noi illegittima, apre vulnus che potrebbe significare l’apertura agli Ogm non solo in Friuli ma in tutta Italia. Ci sono però i tempi e le possibilità di correggerla se, come d’altronde e in più occasioni ha dichiarato la Regione, c’è la volontà mantenere il Friuli Venezia Giulia libero da Ogm» conclude Scaffidi.

La task Force Per un’Italia libera da Ogm è una rete consolidata di 32 associazioni (Acli, Adiconsum, Adoc, Adusbef, Aiab, Amica, Assoconsum, Campagna Amica, Cia, Città del Vino, Cna Alimentare, Codacons, Coldiretti, Crocevia, Fai, Federconsumatori, Federparchi, Firab, Focsiv, Fondazione Univerde, Greenaccord, Greenpeace, Lega Pesca, Legacoop Agroalimentare, Legambiente, Lipu, Movimento difesa del cittadino, Slow Food, Unci, Upbio, Vas, Wwf) che da anni sono impegnate sul fronte della valorizzazione della biodiversità e del Made in Italy contro il rischio di contaminazione da Ogm.