Master of Food, bilanci e prospettive

Oltre 2200 corsi tenuti, 500 docenti coinvolti e 42 000 partecipanti dal 2001 al 2006; questo è lo straordinario bilancio del progetto Master of Food.

Ieri, martedì 4 luglio, presso l’Agenzia di Pollenzo (Cn), Slow Food ha incontrato docenti, sostenitori e fiduciari che hanno collaborato alla realizzazione di Master of Food. Un’interessante occasione per confrontarsi sul tema dell’educazione alimentare e del gusto.

Il Master of Food è un importante progetto di educazione alimentare e del gusto portato avanti da Slow Food ormai da sei anni. Articolato in 23 corsi, il suo scopo non è quello di formare professionisti, bensì di rendere più consapevoli i consumatori, promuovendo atteggiamenti di acquisto responsabili. I corsi si svolgono su tutto il territorio nazionale grazie al coordinamento delle condotte locali di Slow Food Italia.

«Un esercito di nuovi gastronomi» come li definisce Carlo Petrini «che hanno portato avanti l’idea della gastronomia come scienza interdisciplinare e come valore culturale. Il Master of Food si apre alla società civile promuovendo il made in Italy, inteso come patrimonio di biodiversità e di produzione agroalimentare di qualità della nostra nazione».

Ha spiegato Valeria Cometti, responsabile Ufficio Educazione Slow Food: «La nuova sfida è portare i Master anche al di fuori del territorio nazionale, perché questa formula di educazione ha suscitato notevole interesse all’estero. Il primo passo sarà istituire corsi nelle varie nazioni incentrati sui prodotti che sono espressione della cultura gastronomica di quel paese. Grande contributo a questo progetto possono dare gli studenti dell’Università di Scienze Gastronomiche poiché più del 50% di questi, fatto unico in Italia, provengono dall’estero e possono “esportare” nel loro paese la nuova cultura gastronomica appresa».

Roberto Burdese, Presidente Slow Food Italia, a chisura della prima parte dell’incontro, ha sottolineato: «L’educazione è nel Dna della nostra associazione. Già prima della nascita di Arcigola nel 1986, il gruppo che poi fondò Slow Food nei primissimi anni ottanta si occupava di educazione alla degustazione. Certo i Master of Food e l’Università di Scienze Gastronomiche sono le punte di diamante dell’offerta didattica dell’associazione, ma non dimentichiamo tutte le altre iniziative di educazione alimentare e del gusto: gli orti scolastici, che presto passeranno da 34 a 100, i Laboratori del Gusto, le aree didattiche per bambini presenti in ogni manifestazione Slow Food, i nostri corsi accreditati dal Miur (Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca) che hanno formato 9000 insegnanti delle scuole. Insomma, educazione prima di tutto, perchè senza di essa non ha senso costituire i Presìdi, sostenere la Fondazione per la Biodiversità, redarre guide ai vini e viene a cadere l’idea stessa di Slow Food».