Legge sul caporalato: «Un primo traguardo nella lotta alle nuove forme di sfruttamento»

Daniele Buttignol, segretario generale di Slow Food Italia, saluta l’approvazione della norma: «Ora si introduca il reato di agropirateria»

Arriva finalmente alla conclusione del suo percorso il disegno di legge sul contrasto al caporalato. La principale novità è l’introduzione di nuovi strumenti penali per la lotta allo sfruttamento del lavoro agricolo: confisca dei beni (come già avviene per i reati di mafia), arresto in flagranza, estensione della responsabilità degli enti. Nel corso dei lavori parlamentari si è deciso inoltre di eliminare il riferimento alla violenza come elemento necessario per l’applicazione effettiva della norma, ampliandone così il raggio d’azione.

Il provvedimento prevede anche la responsabilità del datore di lavoro e il controllo giudiziario (che consentirà di non interrompere l’attività agricola). Altro profilo di rilievo della legge riguarda gli indennizzi per le vittime. Le finalità del Fondo antitratta vengono estese alle vittime di caporalato, considerando l’omogeneità dei reati e la frequenza dei casi in cui le vittime del traffico di esseri umani sono anche vittime di sfruttamento del lavoro. La legge Martina-Orlando rafforza poi l’operatività della Rete del lavoro agricolo di qualità, attiva dal settembre 2015. L’ambito dei soggetti che possono aderire alla Rete viene esteso a sportelli unici per l’immigrazione, istituzioni locali, centri per l’impiego, soggetti abilitati al trasporto dei lavoratori agricoli e enti bilaterali costituiti dalle organizzazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori in agricoltura.

L’obiettivo è introdurre nuove forme di intermediazione del lavoro agricolo, nel rispetto della legalità e dei diritti. Finalità alla quale si associa l’estensione delle funzioni svolte dalla Cabina di regia della Rete, presieduta dall’Inps e composta da sindacati, organizzazioni agricole e istituzioni. Si interviene, infine, sull’accoglienza dei lavoratori agricoli stagionali, col fine di tutelarne la sicurezza e la dignità: le amministrazioni statali saranno infatti coinvolte direttamente attraverso un piano congiunto di interventi per l’accoglienza di tutti i lavoratori impegnati nelle attività stagionali di raccolta dei prodotti agricoli.

Il piano, presentato dai ministeri del Lavoro, dell’Agricoltura e dell’Interno, sarà stabilito con il coinvolgimento delle regioni, delle province autonome e delle amministrazioni locali, nonché delle organizzazioni del terzo settore. «La nuova legge – commenta Daniele Buttignol, segretario generale di Slow Food Italia – fornisce finalmente gli strumenti per stroncare un business criminale che avvelena il nostro sistema agricolo da Nord a Sud dell’Italia, come gli ultimi fatti di cronaca hanno ricordato». «L’intervento contro il caporalato – avverte Buttignol – non deve essere visto come un punto d’arrivo, ma piuttosto come un primo traguardo nel contesto più ampio della lotta alle agromafie. Una commissione ministeriale guidata da Giancarlo Caselli ha già elaborato una proposta di legge che introduce nuovi reati in campo alimentare, contro l’agropirateria, dall’omesso ritiro di sostanze alimentari pericolose al disastro sanitario. Confidiamo che il Parlamento l’approvi al più presto, poiché si tratta anche in questo caso di uno sviluppo essenziale nel contrasto all’illegalità e nella tutela della filiera agroalimentare pulita».

 

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