L’agricoltura non può servire due padroni

«L’agricoltura non può stare al servizio di due padroni. Non può essere soggetta alla conservazione di un ambiente integro e all’economia di mercato nello stesso tempo. Come per Arlecchino, può finir male», così Carlo Petrini alla Biofach di Norimberga, durante il discorso tematico di apertura della grande fiera internazionale del biologico, alla presenza del Commissario europeo all’agricoltura Mariann Fischer Boel.

«Il termine economia contiene nella sua etimologia la parola oikos, casa. L’economia dovrebbe governare e amministrare la casa dell’umanità, il mondo. L’economia di mercato ha rovinato la casa dell’umanità, portandoci sull’orlo di disastri irreparabili. L’applicazione delle sue regole all’agricoltura ci obbliga oggi ad affrontare gravi conseguenze: la fertilità dei suoli è ormai compromessa, si spende più energia per coltivare e allevare di quella che si riesce a produrre come calorie, il cibo è innegabilmente meno buono di un tempo, l’ambiente rurale non è più salubre, ma inquinato e pericoloso per chi vi abita, i contadini e le donne continuano a essere espulsi dalla terra» ha esordito Petrini.

«Lo dico chiaramente a tutti i governanti assenti e presenti» ha continuato il presidente di Slow Food, notando l’assenza dei Ministri dell’agricoltura italiano e tedesco, rappresentati dai rispettivi Sottosegretari. «Le idee di progresso che applicano i sistemi dell’industria all’agricoltura si sono rivelate false. Oggi l’ultima grande bugia è quella relativa agli ogm, che si fa avanti in nome di una malintesa modernità. I consumatori rifiutano gli ogm e quindi in Europa non deve passare nessuna legge che consenta di avere una soglia di tollerabilità di ogm nel biologico. Tolleranza zero deve essere la parola d’ordine. Se oggi si chiedesse con un referendum ai cittadini europei il loro parere, la percentuale di coloro che rifiutano gli ogm sarebbe schiacciante. La politica deve ascoltare la voce del suo popolo».