Informazione, trasparenza, tolleranza zero, ma non allarmismi e confusione Sofisticazioni del vino e il Brunello “tagliato”: due casi diversi, da non mettere sullo stesso piano

Caso delle sofisticazioni del vino e delle irregolarità sul Brunello: dal Vinitaly la posizione di Slow Food attraverso le parole di Roberto Burdese, Presidente Slow Food Italia, e Gigi Piumatti, curatore della guida Vini d’Italia.

«E’ necessario distinguere chiaramente le due vicende e non bisogna correre il rischio di metterle sullo stesso piano. La prima è una sofisticazione alimentare in piena regola che mette in pericolo la salute stessa del consumatore ed è un episodio di una gravità inaudita, che ci riporta al terribile scandalo del metanolo del 1986. La seconda è una frode commerciale, grave per l’immagine e l’economia del vino italiano di qualità, ma di profilo ben diverso rispetto all’altra. L’aver mescolato i due casi ha generato una grande confusione, persino tra i padiglioni del Vinitaly, figuriamoci nel consumatore medio.
La vicenda del Brunello ha sollevato un enorme polverone a causa del prestigio del vino e delle aziende coinvolte. Il problema è che questo caso avrà ricadute su tutto il settore del vino di qualità italiano, fiore all’occhiello del made in Italy in tutto il mondo. Aspettiamo gli sviluppi delle indagini, ma chi ha sbagliato dovrà pagare. È opportuno, intanto, evitare di colpevolizzare tutta una denominazione e un territorio in cui vivono e lavorano molti produttori corretti.
L’unico elemento che accomuna le due vicende è la conferma che nel nostro Paese la produzione vitivinicola è soggetta a controlli severi, a tutela sia dei consumatori che dei produttori onesti».

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