Il lardo di Colonnata è soltanto quello prodotto nella frazione di Colonnata del comune di Carrara!

Slow Food da sempre lo sostiene, anche se sembra un’affermazione ovvia: eppure i motivi di confusione commerciale continuano.

In Italia si continua a vendere lardo definito “di Colonnata” che non è stato prodotto nel comune omonimo. Nel migliore dei casi è stato stagionato in conca, nel peggiore è un banale prodotto industriale spacciato per autentico lardo di Colonnata.

In attesa che il riconoscimento della IGP sancisca una volta per tutte l’area di produzione e le tecniche e i metodi di lavorazione tradizionali, Slow Food non può che appoggiare le giuste istanze dei colonnatesi, i quali chiedono che solo il loro possa essere definito “Lardo di Colonnata”.

Un appoggio sancito, tra l’altro, dalla istituzione di un Presidio Slow Food, uno dei primi in Italia, che ha circoscritto l’area storica di produzione al comune di Colonnata, ha raccolto i 16 produttori in una Associazione, ha stilato, in accordo con loro, un disciplinare di produzione. Da molte parti si accusa Slow Food di aver alimentato una sorta di ipercomunicazione su questo prodotto, favorendo così un eccesso di domanda, che non poteva essere soddisfatta, e dunque il diffondersi di lardi non autentici. Ci pare che questo sia un ragionamento pretestuoso, dal momento che sin dal primo momento la nostra Associazione si è battuta per valorizzare solo il lardo di Colonnata e dunque solo quello del Presidio. E la nostra posizione non è mutata.