I Presìdi internazionali Slow Food della Polonia presentati a Claudio Martini

Il Presidente della Regione Toscana Claudio Martini, durante la sua visita ufficiale in Polonia e Romania, ha incontrato Slow Food Polonia.
Oggi, martedì 31 agosto, la delegazione toscana è stata ricevuta a Cracovia dal responsabile Slow Food, Jacek Sklarek, e da altri membri di Slow Food Polska.

La Regione Toscana è partner principale della Fondazione Slow Food per la biodiversità che, anche in Polonia, sta sostenendo diversi progetti a tutela delle produzioni tradizionali. Di qui l’idea dell’incontro, cui hanno partecipato tutti i Presìdi polacchi: il più antico e consolidato, quello del formaggio Oscypek dei Monti Tatra, e quelli in fase di definizione, la vacca Rossa Polacca salvata dai monaci cistercensi di Szczyrzycu e il miele da bere, bevanda ancora più antica della vodka.

Il Presidente Claudio Martini ha apprezzato il lavoro svolto dalla Fondazione Slow Food in Polonia e ha sottolineato come l’esperienza dei Presìdi toscani sia servita da modello e stimolo anche per realtà di altri Paesi.
Il Presidente della Regione Maloposka, Janusz Sepiol, presente all’evento, ha dichiarato il suo interessamento per i progetti presentati e ha garantito l’appoggio dell’istituzione regionale polacca.

I prodotti dei Presìdi polacchi sono stati presentati dai produttori stessi e degustati presso il ristorante Pod Aniolami (“Sotto gli angeli”): il pranzo ha consentito agli ospiti di assaggiare anche altrie specialità tradizionali polacche, come i classici pirogi (ravioli ripieni), il formaggio bundz, vari pani integrali, la Sliwowica (un distillato di prugne ad altissima gradazione) e il kelbasa Liszki, un salume affumicato che, abitualmente, viene offerto al Papa in occasione delle sue viste a Cracovia.

Ecco i tre Presìdi polacchi

Oscypek
Si produce sui monti Tatra (nel sud della Polonia) dal XIV secolo, quando alcuni pastori provenienti dalla Valacchia (i cosiddetti batza) importarono dai Carpazi l’allevamento ovino e la tecnica di lavorazione del latte. Formaggio dalla forma di fuso – unica al mondo – affumicato e duro, l’Oscypek ha pasta compatta di colore giallo paglierino e netti sentori tostati al naso, che si ritrovano anche in bocca, uniti a una piacevole nota minerale e a un netto sapore di castagna matura. E’ ottimo servito in fette sottili oppure fatto alla griglia.
Presidio sostenuto da: 23 Produttori del Roero

Miele da bere
Assieme alla vodka, il miele da bere era la bevanda tradizionale delle feste e si preparava nelle famiglie di tutta la Polonia. Ora i produttori si contano sulla punta delle dita di una mano e soltanto uno di loro conserva la ricetta artigianale autentica. Esistono diverse tipologie di miele da bere, a seconda della proporzione fra miele e acqua: si parte da un quarto di miele più tre quarti di acqua fino ad arrivare a due terzi di miele e una parte di acqua (quest’ultimo, il più pregiato, si chiama pultorak). Maggiore è la quantità di miele, più si allungano i tempi di maturazione: il minimo è di 4, 5 anni, ma ci sono bottiglie che hanno dieci, quindici, anche vent’anni di età e oltre.

Vacca Rossa Polacca
La Vacca Rossa è un’antica razza autoctona polacca ormai ridotta al lumicino e sopravvissuta soltanto grazie al lavoro dei Padri Cistercensi, che ne allevano ottanta capi presso il duecentesco Monastero di Szczyrzycu, un piccolo paese dal nome quasi impronunciabile che si trova a un centinaio di chilometri a sud di Cracovia.
Oggi il Monastero possiede 264 ettari di terreno – tra boschi, pascoli e terre coltivate – e i Padri vorrebbero riprendere tutte le sue antiche attività, producendo pane, salumi, confetture, miele, birra… Ma la strada da percorrere è ancora lunga e le risorse a disposizione poche. Presidio sostenuto da: Beppino Occelli, produttore italiano di burro e formaggi.

La Fondazione Slow Food per la Biodiversità – Onlus
La Fondazione Slow Food difende la biodiversità alimentare e le tradizioni gastronomiche di tutto il mondo. Promuove un’agricoltura sostenibile, rispettosa dell’ambiente, dell’identità culturale dei popoli e del benessere animale; rivendica la sovranità alimentare, ovvero il diritto delle singole comunità di decidere cosa coltivare, produrre e mangiare.
La Fondazione è nata a Firenze nel 2003, grazie al sostegno della Regione Toscana, e ha la propria sede ufficiale presso la prestigiosa Accademia dei Georgofili. Figlia di Slow Food, ma con una propria autonomia statutaria, economica e amministrativa, finanzia i progetti realizzati per la tutela della biodiversità: l’Arca del Gusto, i Presìdi e il Premio.
Per altre informazioni www.fondazioneslowfood.it