Gusti Giusti per la ristorazione collettiva

Slow Food e Intesa Sanpaolo hanno presentato questa mattina al Salone del Gusto i risultati della fase di sperimentazione del programma Gusti Giusti, lanciato due anni fa in occasione della precedente edizione della manifestazione.
Il progetto, attivato da Intesa Sanpaolo inizialmente presso le mense di Lorenteggio (Milano) e Moncalieri (Torino) per un totale di circa 1100 pasti al giorno, è realizzato in collaborazione con Slow Food, l’Ospedale CTO Maria Adelaide di Torino e le società di ristorazione Pellegrini e Barberis & Gama. Tre gli obiettivi: promuovere la cultura della corretta alimentazione attraverso materiale divulgativo; sperimentare nelle mense opzioni alimentari salutari; introdurre criteri di rispetto dell’ambiente con la scelta di prodotti di stagione e produzioni locali.
Più di 60 000 dipendenti sono stati raggiunti dalla campagna di comunicazione interna. Nelle due mense scelte per la fase di sperimentazione sono stati introdotti menù appositamente creati per garantire il giusto equilibrio fra apporto calorico e principi nutrizionali. I cambiamenti effettuati sono stati accompagnati dalla possibilità di tenere un diario alimentare online assistito da medici specialisti. Nel corso di questi due anni, è triplicato l’impiego di verdure fresche, è raddoppiato il consumo di olio extravergine d’oliva ed è aumentata in modo significativo l’offerta di cereali, in particolare orzo e farro. I nuovi menu prevedono sempre un piatto vegetariano, meno sale e l’impiego di nuovi sapori con erbe aromatiche e spezie.

«La sostenibilità di un’azienda si misura da tanti elementi, anche non finanziari, tra loro integrati e coerenti – ha sostenuto Valter Serrentino, responsabile dell’unità CSR di Intesa Sanpaolo, introducendo i relatori – Gusti Giusti è un tassello molto importante che mette al centro le persone e il loro benessere».
«Oggi celebriamo un momento di festa – ha detto Silvio Barbero, Vicepresidente Slow Food Italia, in apertura dei lavori – soprattutto perché le dinamiche del cibo in questi tempi non sempre fanno riscontrare elementi positivi. Progetti come questo rappresentano una scelta di campo che mette insieme la ricerca del sapere e quella della salute. La sostenibilità non può essere relegata solo ad alcuni momenti, per noi è utile che ogni consumatore diventi consapevole. Se quest’esperienza è riuscita a far crescere i dipendenti, rendendoli più attenti nelle scelte quotidiane, i risultati raggiunti possono ritenersi più che soddisfacenti». Livia Ferraro, responsabile Slow Food del progetto Gusti Giusti, ha aggiunto: «Abbiamo lavorato contemporaneamente sulla cucina e sulla comunicazione, realizzando un ricettario con delle linee guida e gettando le basi per proseguire sul concetto di territorialità».
«La nostra Banca sviluppa iniziative e progetti a sostegno della salute – ha affermato Rodolfo Zani, responsabile della Tutela Aziendale di Intesa Sanpaolo – e il programma sui temi della corretta alimentazione rappresenta sicuramente una delle principali iniziative realizzate».
Cristina Motta, responsabile del Servizio Gestione Risorse della Direzione Centrale del Personale di Intesa Sanpaolo, ha dichiarato in chiusura dei lavori: «Abbiamo realizzato il progetto in coerenza con il più ampio obiettivo di concretizzare iniziative mirate ad accrescere il benessere delle nostre persone, sia in ambito lavorativo che nel contesto familiare. Il monitoraggio sui livelli di gradimento, realizzato attraverso questionari e focus group, ci ha permesso di verificare le nuove proposte e di apportare correttivi. I risultati positivi della sperimentazione ci spingono ora a estendere progressivamente i principi guida del progetto a tutte le mense aziendali, a partire da quella di Firenze».

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