Glifosato: la Commissione europea colpisce la biodiversità e la salute dei cittadini

Il rinnovo dell’autorizzazione per l’utilizzo del glifosato per i prossimi 10 anni, confermato il 28 novembre, rappresenta un altro colpo alla biodiversità dopo la bocciatura del Regolamento sull’uso sostenibile dei pesticidi (Sur).

Non riuscendo a ottenere una maggioranza qualificata contro il rinnovo, gli Stati membri si sono rifiutati di definire una visione per un modo alternativo di fare agricoltura e hanno aperto la strada al suo rinnovo da parte della Commissione europea.

«Una decisione antistorica che va nella direzione opposta a ciò che le grandi sfide globali del momento (e del futuro) richiedono. Servono coraggio e determinazione per rispondere alle chiare esigenze collettive dei cittadini europei invece che a interessi particolari delle multinazionali. Le scelte di questi giorni guardano al ventesimo secolo invece di tutelare biodiversità, ambiente e salute: cioè, quello che davvero può garantire un futuro alle nuove generazioni e che l’Unione europea si era auspicata di rispettare con gli obiettivi del Green Deal» commenta Barbara Nappini, Presidente di Slow Food Italia.

Glifosato rinnovo dell’autorizzazione

«Riapprovando l’uso del glifosato, la Commissione europea non ha tenuto conto delle preoccupazioni di molti Stati membri e dei cittadini, e ha ignorato le solide prove che dimostrano che la sua graduale eliminazione, garantendo al contempo rese e riducendo i costi per le aziende agricole, è possibile se si adottano soluzioni rispettose della natura» commenta Madeleine Coste, direttrice di Slow Food Advocacy. «Abbiamo le soluzioni, i cittadini le chiedono, ma i decisori continuano a ignorarle a favore degli interessi dell’agrobusiness».

Gli Stati membri continueranno a essere responsabili dell’autorizzazione nazionale dei pesticidi contenenti glifosato e potranno quindi limitarne l’uso a livello nazionale e regionale, per proteggere la salute dei propri agricoltori e cittadini. Tuttavia, è urgente una visione per trasformare i sistemi alimentari dell’Ue verso l’agroecologia.

Le discussioni sui pesticidi sono state strettamente legate a quelle sulla deregolamentazione dei nuovi Ogm (Nuove tecniche genomiche). L’industria delle biotecnologie promette infatti che queste consentiranno agli agricoltori di ridurre l’uso dei pesticidi, nonostante la chiara mancanza di prove in tal senso. Nelle prossime settimane, i ministri dell’Agricoltura discuteranno la proposta di deregolamentazione della Commissione. Una proposta che secondo Slow Food presenta gravi rischi per il pianeta, gli agricoltori e la libertà di scelta dei cittadini e dei consumatori. Esortiamo i decisori nazionali a difendere il principio di precauzione e a garantire il mantenimento della valutazione della sicurezza, della tracciabilità e dell’etichettatura dei nuovi Ogm.