Formaggio ai voti nella Gran Sala

Laboratori, chioschi, convegni e ristoranti: non mancano le occasioni si sosta per i frequentatori di Cheese 2001, costretti ad accalcarsi a ridosso delle bancarelle del mercato con la pioggia che va e viene a intermittenza.Ma lo spazio che dà il polso della situazione, quello più frequentato in assoluto, è la Gran Sala del Formaggio, dove sabato sera erano già transitate oltre dieci mila persone. La più interessante attrattiva della Gran Sala è la possibilità di degustare tutte le Dop e le Igp d’Europa, in accompagnamento a un migliaio di vini ospitati nella vasta enoteca. Inoltre, per l’edizione di quest’anno, Slow Food ha voluto dedicare un approfondimento a sei regioni europee – tre italiane e tre francesi: lo straordinario patrimonio caseario dell’Abruzzo, i capolavori lombardi – la prima regione agricola d’Italia per produzione lorda vendibile, la variegata produzione siciliana; e ancora i formaggi dei verdeggianti prati dell’Auvergne, i Roquefort, i Bleu des-Causses e il Laguiole del Midi-Pyrénées e l’universo aromatico dei formaggi della Rhône-Alpes.A tutti i frequentatori della Gran Sala, poi, è proposto un referendum del gusto, l’Election Cheese: i visitatori sono chiamati a giudicare, in degustazione cieca, quale formaggio sia più buono scegliendo tra due identiche tipologie, prodotte dallo stesso artigiano con il medesimo latte, ma con una grossa differenza: uno prodotto a latte crudo e l’altro con latte pastorizzato. Altre occasioni, per i frequentatori, gli stand della storica acetaia Malpighi – benemerita dell’aceto balsamico tradizionale di Modena, quello delle golose delizie della Sperlari e l’angolo giapponese, per finire in bellezza degustando un saké.

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