Da Gusto Balsamico un messaggio di pace

Facendo proprio lo spirito della settimana della pace inaugurata lo scorso 1 ottobre e che culmina oggi con la marcia Perugia-Assisi, anche Gusto Balsamico ha dato vita a un interessante appuntamento conviviale che ha focalizzato l’attenzione sulla difficile situazione israelo-palestinese. Moshe Basson, israeliano nato in Iraq, appassionato studioso della cucina biblica premio Artusi 2006, e Odeah Abu Elhawa, palestinese del Seven Arches Hotel on Mount of Olives di Gerusalemme, entrambi membri di Chefs for peace, associazione che unisce cuochi israeliani e palestinesi hanno realizzato un menù a quattro mani.
I due cuochi sono convinti che il cibo sia uno strumento utile a costruire concretamente la pace e scoprire culture diverse. «Il cibo è portatore della prima forma di comunicazione» sostiene Moshe Basson, «il gesto di aprire la bocca accomuna il mangiare e il parlare, e quando le persone sono sazie sono più rilassate, più disponibili al dialogo, mentre la fame rende nervosi e violenti. In ogni epoca i popoli si sono riuniti intorno a un tavolo per mangiare, ma anche per confrontarsi e discutere, perchè quando si mangia insieme tutto diventa semplice, si crea un’unione che apre la mente e favorisce il dialogo».
Non va dimenticato poi che i piatti migliori, anche quelli delle cucine regionali, sono il risultato dell’incontro di tradizioni e saperi diversi. «L’idea di associare la gastronomia a messaggi di pace è tutt’altro che azzardata – sottolinea Odeah Abu Elhawa – un accostamento naturale che nasce dal lavoro di tutti i giorni. Sono innumerevoli le cucine nelle quali cuochi di diverse etnie e religioni lavorano gomito a gomito condividendo spazi e momenti della quotidianità. Immagini insolite per gli occidentali poiché compaiono raramente sui mezzi di comunicazione, i quali forniscono una visione parziale che privilegia episodi di violenza e di conflitto».
Il messaggio di cui Chefs for peace si fa promotore non trova riscontro soltanto in Israele e Palestina ma, come avvenuto a Modena contribuisce a sensibilizzare ai problemi mediorientali persone non coinvolte direttamente.
I due chef concordano nel credere che di pacifica convivenza dei popoli si possa e si debba parlare, come avvenuto in Italia negli ultimi giorni in occasione della settimana della pace e fanno i migliori auguri ai partecipanti della marcia Perugia-Assisi e a quelli della Maratona Giovanni Paolo II, sostenuta dal Comune di Modena, che si tiene ogni primavera in Palestina tra Gerusalemme e Betlemme. A questi eventi di sensibilizzazione devono però seguire azioni concrete, atte ad allontanare il pregiudizio e permettere alle persone di culture diverse di incontrarsi e dialogare.
La cena di Chefs for peace non è stato però l’unico appuntamento con cui Gusto Balsamico ha voluto trasmettere un messaggio di pace e solidarietà. Il Laboratorio del Gusto Uniti dal mare nostrum, oltre ad aver offerto un’imperdibile degustazione alla scoperta dell’agrodolce, è stato un momento di approfondimento sulla cultura di tre Paesi che si affacciano sullo stesso mare. Alle ricette preparate dal libanese Kamal Mouzawak, fondatore di Souk El Tayeb, il primo farmers market libanese che ha subito gravi danni durante il conflitto dello scorso anno, si sono affiancati interventi di Lilia Zaouali antropologa storica del mondo islamico e autrice del libro L’Islam a tavola.
E oggi è prevista la sensazionale Asta internazionale di aceto balsamico tradizionale di Modena a sostegno di progetti di sviluppo per contadini e pescatori in Etiopia e Mauritania.

Per maggiori informazioni: www.gustobalsamico.it

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