Continua a Pollenzo la sfilata di personaggi della cultura italiana e internazionale.

Continua a Pollenzo la sfilata di personaggi della cultura italiana e internazionale.
Domani sera sarà la volta di Moni Ovadia, poliedrico autore di musica e teatro, nonché scrittore e attore.
Nato nel 1946 in Bulgaria da genitori ebrei, trasferitisi a Milano alla fine degli anni ’40, Moni Ovadia fa rivivere la tradizione ebraica yddish offrendola al pubblico con atteggiamento umoristico e benevolmente irridente.
La grande tradizione dell’umorismo ebraico ha trovato oggi in Moni Ovadia una voce inconfondibile: “Dio ride: Ed essendosi sconsideratamente eletti come suo popolo, gli ebrei non possono che ridere di se stessi”.
In occasione dei festeggiamenti per l’apertura dell’Agenzia di Pollenzo, che ospiterà l’Università di Scienze gastronomiche, Moni Ovadia parlerà sul tema “La cucina kasher di Moshele e Yenchele”.

Kasher o kosher è un termine ebraico che definisce ciò che è conforme alle regole o alle leggi. L’aggettivo kasher viene utilizzato generalmente in riferimento ai cibi permessi dalle complesse regole alimentari ebraiche. In base alla dottrina, un ebreo osservante dovrebbe riconoscere e seguire 613 precetti.

Quanto a Moshele e Yenchele, si tratta di nomi comuni nella tradizione ebraica askenazita.
Askenaziti sono gli ebrei originari dell’Europa Centro Orientale; il mondo Sefardita invece si estende dall’Atlantico all’Oceano Indiano, normalmente nella cultura islamica, con le notevoli eccezioni dell’Italia, della Spagna e parte dell’India.
Le differenze alimentari hanno molto a che vedere con il clima e la produzione alimentare locale. E’ l’antitesi tra un mondo freddo ed uno caldo.
Piatti tipici di questa cucina tradizionale dell’Europa orientale sono ad esempio il Gefillte fisch, composizione a base di pesce, il Matza, pane azzimo, i Sufganiyot, tradizionali frittelle preparate per la festa di Hanukkah e il Lokshen Kugel, timballo dolce e speziato.

Certamente l’ebraismo privilegia un approccio ben lontano da quello del fast food. Il pasto è un momento significativo nella giornata e nella vita della famiglia. Ogni piatto della cucina ebraica è molto elaborato, in parte per osservanza delle regole religiose, in parte per trasformare alimenti poveri in piatti gustosi, in parte infine per la solennità che il cibo riveste sempre per il popolo ebreo, essendo il desco considerato luogo di sacrificio e di preghiera.

L’incontro avrà luogo alle ore 21,30 nella Sala Conferenze dell’Agenzia di Pollenzo, con la partecipazione di Carlo Petrini, Presidente di Slow Food.