Cheese 2003 – “Poco ma buono”

Particolarmente movimentato il Comizio Agrario che ha avuto luogo oggi pomeriggio alle 15.00 presso l’Auditorium della Cassa di Risparmio di Bra in via Principi di Piemonte 12. Il secondo dei tre previsti quest’anno nell’ambito di Cheese aveva come titolo provocatorio “Poco ma buono. Si può avere qualità con sistemi intensivi in cui le vacche producono 140 quintali di latte all’anno?”. Ne erano relatori Giuseppe Licitra, presidente del CORFILAC (Consorzio Ricerca Filiera Lattiero-Casearia), Roberto Rubino, presidente dell’ANFOSC (Associazione Nazionale Formaggi Sotto il Cielo), Guido Tallone, presidente dell’Associazione delle Casare e dei Casari. Moderatore Giampaolo Marro, giornalista de La Stampa, “padrone di casa” Sergio Capaldo, responsabile zootecnico di Slow Food.

Giuseppe Licitra ha iniziato il suo intervento cercando di definire il concetto di qualità, differenziando quelle che sono le caratteristiche peculiari dei sistemi intensivi (tecnologie, “cow comfort”, trattamenti igienico-sanitari) e i fattori che contraddistinguono i sistemi naturali ed estensivi: caratteri di biodiversità che riguardano l’utilizzazione di pascoli natirali, le razze autoctone, il latte crudo, le attrezzature “storiche” e la mano dell’uomo. Una diversità che, secondo Licitra, andrebbe sottolineata per difendere il consumatore.

Dopo le prime battute di Roberto Rubino (che ha esordito con “In Italia si produce troppo latte”) si sono scatenate varie reazioni da parte degli allevatori intensivi presenti in mezzo al pubblico. I più anziani, riconoscendo la superiorità dei sistemi estensivi ha dato la colpa del calo qualitativo alla progressiva scomparsa dei pascoli. I più giovani hanno invece attaccato Rubino e Slow Food, rei, a loro parere, di criminalizzare i loro sistemi produttivi. In realtà, alla fine dell’intervento di Rubino, le due posizioni arrivavano a un punto di convergenza: il consumatore deve essere messo nella possibilità di scegliere. Esistono vini e oli dai costi e dai livelli qualitativi più diversi, mentre il latte è tutto pressoché uguale nella bontà e nel prezzo: sarebbe ora che esistesse un latte di qualità superiore, anche a costo di pagarlo un euro in più.

Il dibattito è proseguito con Guido Tallone che, facendo un parallelo tra le realtà casearie e il mondo vitivinicolo, attraverso un breve excursus storico, ha mediato le varie posizioni espresse all’interno del vivace dibattito ribadendo che non possono essere messe a confronto sistemi intensivi ed estensivi ma che, in entrambi i casi, si può validamente usare il concetto di qualità.

Terzo e ultimo appuntamento con i Comizi Agrari lunedì alle 15.