Slow Food: «Finalmente i pescatori possono riportare a riva i rifiuti, senza commettere reato»

È stata approvata dal Senato la legge SalvaMare, che consente ai pescatori, ma anche ai cittadini e alle associazioni ambientaliste di raccogliere rifiuti nel mare, nei laghi e nei fiumi, per portarli a riva e smaltirli correttamente. Prima era un reato!

«Per Slow Food è un riconoscimento importante da parte della classe politica italiana del ruolo fondamentale dei pescatori nel ridare vita al mare, non solo per la gestione delle riserve ittiche, ma anche come sentinella e parte attiva della sostenibilità ambientale delle acque» sottolinea Roberta Billitteri, vicepresidente di Slow Food Italia.

«Grazie al SalvaMare, gli operatori della piccola pesca potranno svolgere il loro già difficile lavoro senza correre il rischio di essere soffocati dai costi e dalla burocrazia. Adesso infatti avranno la possibilità di conferire, senza alcun problema normativo, i rifiuti accidentalmente pescati in mare, contribuendo in maniera decisiva al risanamento degli ecosistemi marini» continua Marco Dadamo, biologo marino e membro dell’advisory board di Slow Fish.

Approvata la legge SalvaMare
Slow Food aveva unito la propria voce a chi perorava da anni l’approvazione di questa legge e lo aveva fatto, in particolare, in occasione dell’evento Slow Fish, organizzato insieme alla Regione Liguria a Genova. Oggi, quindi, non può che accogliere con grande soddisfazione questa bella notizia.

La legge va nella direzione della direttiva Ue 2018/851 che intende agevolare gli strumenti per fermare la dispersione dei rifiuti nell’ambiente marino contribuendo al conseguimento degli obiettivi dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, prevenendo e riducendo in misura significativa, entro il 2025, l’inquinamento marino di tutti i tipi.