Come riconoscere un allevatore Slow?

La stessa impronta ambientale di 37 campi da tennis ogni anno: secondo uno studio del 2014 del Barilla Center of Food & Nutrition, questo sarebbe l’impatto di un qualsiasi consumatore che mangia ogni giorno per un anno un pasto a base di carne.

Un impatto stimato sulla base delle risorse alimentari e idriche utilizzate per gli allevamenti industriali, da cui arriva la maggior quantità di carne, dell’uso delle terre e dell’inquinamento delle acque e dell’aria prodotto.

E tu, sai quanta carne mangi? Conosci il peso del tuo impatto ambientale? Scopri quanto sei Slwo con il nostro quiz su

Meat the Change

Un sistema che ha travolto i piccoli allevatori, molti dei quali vivono e lavorano in territori marginali, dove sono indispensabili per conservare l’equilibrio del territorio e preservare un’agricoltura di qualità.

Ma cosa significa qualità? Facile a dirsi, difficile da spiegare…anzi no!

Un buon allevamento è indispensabile per fare una buona agricoltura. Da questa considerazione gli allevatori – e gli stessi consumatori – dovrebbero partire per riflettere e ripensare l’allevamento, ricercando una relazione naturale con la terra e con gli animali, per offrire carne di qualità da consumare in quantità minori, ma con maggiore piacere e salute.

Quando scegli di acquistare carne di qualità, cerca allevatori che seguono queste regole di comportamento nel loro lavoro:

  • Alleva in modo estensivo al pascolo, ogni volta che il tempo lo consente
  • Rispetta i ritmi di crescita naturale degli animali
  • Privilegia le razze rustiche e locali, preservare la biodiversità
  • Non forza i periodi di riproduzione destagionalizzandoli
  • Evita gli insilati di mais e integra il pascolo solo con fieno e mangimi naturali e locali, se possibile coltivando le materie prime per la loro alimentazione
  • Limita i trattamenti antibiotici (preventivi/sistematici) e usarli solo quando non è possibile curare altrimenti gli animali
  • Non pratica mutilazioni 
  • Non trasporta animale su lunghe distanze per raggiungere il macello e si assicura che anche in quel momento agli animali siano evitate sofferenze e panico
  • Pratica un allevamento a misura d’uomo, di dimensioni cioè contenute, in cui sia possibile conservare una relazione con gli animali e con il contesto naturale
  • Produce trasformati senza utilizzare prodotti di sintesi (conservanti e altri additivi)

Gli allevamenti dei Presìdi Slow Food seguono regole di produzione rigorose, cerca qui i loro indirizzi, acquista i loro prodotti e aiutali così a portare avanti il loro lavoro di conservazione della biodiversità.

Ma ci sono molti altri allevatori virtuosi che praticano un allevamento di qualità con rispetto dei loro animali. Leggi qui le loro storie.

Resta connesso e vivi Slow: Meat the Change può aiutarti a farlo. 

Inizia subito e scopri quanto sei slow ora!

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