Coca Cola “stappa la felicità” e tappa la bocca ai ricercatori

Immaginate un colosso dell’industria alimentare mondiale che abbia la libertà di visionare in anteprima, interrompere, condizionare o manipolare le ricerche scientifiche svolte sui propri prodotti. Non molto rassicurante per i consumatori eh? Eppure, a quanto risulta da una recente ricerca, è proprio quello che, da accordi non proprio ufficiali, può permettersi di fare The Coca Cola Company.

L’analisi di oltre 87.000 pagine tra documenti e email, ottenuti attraverso le richieste di Freedom of Information Act (FOIA), ha portato alla luce le pratiche scorrette messe in atto da Coca-Cola per evitare che venissero resi noti i risultati delle ricerche che associavano il consumo della celebre bevanda a effetti negativi sulla salute. Si tratterebbe di un accordo contrattuale che avrebbe per anni autorizzato l’azienda ad annullare o manipolare i risultati delle ricerche finanziate, anche parzialmente, presso alcune università pubbliche degli Stati Uniti e del Canada.

Lo studio, pubblicato l’8 maggio sulla rivista Journal of Public Health Policy, è stato condotto dai ricercatori dell’Università di Cambridge e della London School of Hygiene and Tropical Medicine insieme alla Bocconi di Milano e a US Right to Know (associazione statunitense che si batte per la trasparenza verso i consumatori). E mostra come il colosso abbia sistematicamente violato tutti i princìpi contenuti nella Dichiarazione di Trasparenza di Coca-Cola, prendendo a calci gli impegni assunti in merito alla trasparenza e all’indipendenza delle ricerche e della politica aziendale. Infatti il risultato della ricerca ha svelato che, in realtà, i contratti stipulati con i ricercatori scientifici danno a Coca-Cola il potere di manipolare o affossare le ricerche sanitarie svolte sul prodotto «senza alcuna motivazione».

Per anni gli studi finanziati dalla Coca-Cola hanno dato la colpa dell’obesità infantile, sempre più diffusa, all’inattività delle nuove generazioni discolpando invece l’alto tasso di zucchero presente nelle loro bevande. Esattamente il contrario di quanto ha sempre sostenuto invece l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) che ha allertato più volte i governi e i consumatori sulla pericolosità delle amate bibite attraverso numerose pubblicazioni di studi e linee guida (l’ultima nel marzo 2015).

E, mentre la notizia degli effetti negativi della Coca-Cola sulla salute è qualcosa di ormai assodato, quella della politica d’azione dell’azienda in fatto di trasparenza e ricerca scientifica ci lascia invece non poco indifferenti. Gli autori stessi della ricerca chiedono una regolamentazione ben definita e condivisa e maggiore trasparenza in modo che possa aumentare la consapevolezza dell’opinione pubblica. Noi speriamo che queste rivelazioni aprano gli occhi ai consumatori portando a una perdita di fiducia e di fidelizzazione verso questi colossi senza coscienza.

Se a muoversi non sono governi o le istituzioni scientifiche per primi, dobbiamo essere noi consumatori a prendere le distanze dalle grandi multinazionali che, è ormai ovvio, hanno come unico interesse il proprio profitto, anche a scapito della salute di milioni di persone oltre che dell’ambiente.

Desirée Colacino
d.colacino@slowfood.it

Fonti

www.cam.ac.uk

medicalxpress.com

ilfattoalimentare.it/coca-cola-studi-manipolazioni.html

www.slowfood.it/contadini-vincono-contro-coca-cola/

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