Clima, grande o piccola abbiamo tutti la nostra dose di responsabilità: dobbiamo agire

Non è un caso che il movimento Fridays for Future che due giorni fa ha portato nelle piazze di tutto il mondo lo sciopero per il clima sia declinato al plurale. Non uno, ma i venerdì per il futuro. Il messaggio è chiaro: non basta uno sciopero, così come non basta aver sottoscritto gli impegni di Cop21, bisogna andare oltre le dichiarazioni di intenti.

Quello che è urgente è un nuovo paradigma che trovi applicazione pratica nelle nostre scelte quotidiane di ciascuno di noi, nella definizione di nuove politiche.

È quello che ha ricordato al mondo la giovane attivista svedese Greta Thunberg. I suoi discorsi, la sua determinazione sono stati l’innesco della mobilitazione globale che vede protagonisti in primis i giovani, scesi in piazza a combattere per il loro futuro, decisi a ricordare al mondo che la battaglia si gioca nel presente, nel quotidiano. Con loro c’erano associazioni storiche dell’impegno ambientalista ma anche dell’impegno a tutela dei diritti umani, perché le conseguenze del riscaldamento globale le pagano più salate le zone più fragili del pianeta. È un cambiamento quello a cui siamo chiamati che deve e può partire anche da ciò che mangiamo e dal mondo in cui lo produciamo. Mentre una parte del mondo soffre di malnutrizione nell’altra circa un terzo della produzione totale di cibo viene sprecata, l’agricoltura industriale è responsabile di circa il 21% delle emissioni di gas serra, gli allevamenti intensivi sono tra le maggiori cause di inquinamento da Pm10.

Facendo attenzione a quello che mangiamo e dove lo acquistiamo ciascuno di noi può (e deve) portare il suo contributo alla lotta al cambiamento climatico. Ridurre il consumo di carne, scegliendo solo quella da allevamenti estensivi, può essere un primo contributo. Prediligere frutta e verdura coltivata con un approccio agroecologico, prediligendo i mercati contadini o quei prodotti che abbiano un’etichetta in grado di raccontare davvero origine e storia del prodotto.

Che sia da consumatori, da produttori, da cittadini o da legislatori dobbiamo agire, grande o piccola abbiamo tutti la nostra dose di responsabilità con cui fare i conti e tutti abitiamo lo stesso pianeta, la stessa casa. E come ci ha ricordato Greta la nostra casa è in fiamme.

Giorgia Canali
Da La Stampa del 17 marzo 2019

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