Cittadini all’Europa: basta fabbriche di carne, aprite le gabbie

Razza bovina di Limpurg © Hendrik Haase

È ora di dire basta alle gabbie. Va dritta al punto la petizione “The end of cage” lanciata da Compassion in World Farming (Ciwf) e sostenuta anche da Slow Food per chiedere al Parlamento Europeo di porre fine all’uso delle gabbie negli allevamenti. Già nel 2007, il trattato di Lisbona imponeva agli Stati membri dell’Unione Europea di tenere pienamente conto del benessere degli animali nei loro processi decisionale.

Ciò nonostante nella maggior parte degli stati membri l’uso delle gabbie è pratica comune in molti allevamenti e a oggi sono circa 300 milioni gli animali da allevamento che trascorrono in gabbia tutta o gran parte della loro vita.

Spazi talmente piccoli che impediscono agli animali anche i più banali comportamenti naturali: le galline ovaiole ad esempio possono essere allevate in capannoni da centinaia di migliaia di capi, chiuse in gabbie dove gli è impossibile raspare, grattarsi, sbattere le ali o anche solo girarsi. Nei grandi allevamenti di suini di vari Paesi, le scrofe trascorrono ancora molto tempo (anche 4 mesi) nelle gabbie di gestazione senza potersi muovere agevolmente.

Il benessere degli animali finisce troppo spesso sacrificato sull’altare di un sistema di produzione alimentare che non solo non rispetta gli animali, ma che ha anche un grande impatto ambientale e minaccia la sopravvivenza di produttori di piccola scala, che stentano a competere in un mercato dove domina il principio del prezzo più basso. La risposta a questo sistema dove tutti perdono, gli animali, l’ambiente e anche la salute umana, è la pretesa di una maggiore equità nella filiera sia nei confronti del consumatore (in questo senso vanno le battaglie per un’etichettatura più trasparente e capace di raccontare) sia nei confronti degli animali.

Mora Romagnola ©Fabio Liverani

Questa è l’essenza della petizione. La campagna europea, che ha riunito oltre 130 associazioni europee, ha già raccolto quasi 500 mila firme, ma non bastano. Serve raggiungere 1 milione di firme in almeno 7 Stati membri. Se raggiungeremo il milione di firme, potremo arrivare a un cambiamento epocale nel nostro sistema alimentare e agricolo, un passo monumentale verso la fine dell’allevamento su scala industriale.

Firmate qui 

Giorgia Canali
g.canali@slowfood.it

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