Ciliegie troppo care? Nessuno scandalo: sono quelle protette dal maltempo

Molti di voi negli scorsi giorni avranno visto girare sui social il video di un noto politico intento a mangiare voracemente ciliegie in un momento poco opportuno. Il suo cestino (di plastica, acc!) era stracolmo e, in effetti, la campagna delle ciliegie stava procedendo bene fino a qualche giorno fa. Poi sono arrivati il freddo, anche le grandinate negli ultimi giorni, e i temporali violenti. Questi fattori hanno scombussolato il mercato del prodotto, in modi che meritano, a prescindere dal riferimento iniziale, di essere raccontati ai nostri lettori.

Le intemperie sono intervenute in quasi tutte le zone di produzione nazionali, dalla Puglia alle colline di Pecetto, nel torinese, e purtroppo non hanno risparmiato le piante che non si avvalevano delle moderne tecnologie di copertura atte a proteggerle.

Ci troviamo quindi con la disponibilità di due diversi tipi di prodotto attualmente: da un lato le ciliegie da piante “coperte” e dall’altro quelle da piante in campo aperto. Le prime le troverete bellissime e perfette, turgide e lucenti, ma vi costeranno tra i dieci e i quindici euro al chilo. Un’impennata dovuta alle leggi “naturali” della domanda-offerta. Già, perché le altre ciliegie, quelle da alberi “scoperti”, forse in apparenza potranno sembrare non male, ma gli effetti del mal tempo vi si paleseranno poco dopo averle portate a casa. Deperiranno prestissimo, in ventiquattr’ore se sono appena state raccolte, perché altrimenti forse non arriveranno neanche sulla vostra tavola, dato che diventano invendibili già nei magazzini dei commercianti prima di portarle al mercato. Se trovate ciliegie di questo tipo, potrete pagare anche soltanto tre euro al chilo, ma è chiaro che si tratta di una svendita dettata dalla disperazione.

Per questo le ciliegie “protette” diventano più preziose e costose. Non è uno scandalo e nemmeno una speculazione: pensate che – e siamo sbacaliti quando lo siamo venuti a sapere – attrezzare un ettaro di piantagione con le moderne coperture, fatte di un sistema complesso di tiranti, pali e teli (che vanno cambiati quasi ogni anno e ci dicono tra l’altro che «costano di più a smaltirli che a comprarli»), costa ben 100.000 euro. All’ettaro!

In qualche modo i produttori dovranno pure recuperali questi investimenti, e come dargli torto se vogliono proteggere il loro raccolto visto che oltre tutto è il secondo anno di fila che il maltempo lo compromette. Mettetevi nei loro panni: un bel dilemma scegliere se attrezzarsi oppure no…

Carlo Bogliotti
Da La Stampa del 20 giugno 2020

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