Ciao Ezio, il mondo da oggi non è più lo stesso

Inaugurazione di Pollenzo, 2004. © Marcello Marengo

Con il cuore a pezzi, salutiamo Ezio Bosso un amico caro e un essere umano potente da cui non  smetteremo mai di imparare

Sono le parole che non avremmo mai voluto scrivere. Perché non è mai il tempo giusto per perdere un amico, ma ora è davvero troppo presto per perdere l’intelligenza, la sensibilità, la dolcezza, il talento di Ezio Bosso.

È un dolore che ci spezza il cuore, un cuore già provato da questi mesi terribili, che hanno seminato sconcerto e paura e si sono portati via altri amici.

Ezio era un amico di Slow Food, da molto tempo. Ezio amava le Langhe, dove aveva vissuto per diversi anni, amava il vino, che beveva con gioia, passione e competenza, amava Bra, a cui lo legavano molte amicizie profonde. Era inevitabile incrociare la sua strada. Ed è stato bellissimo frequentarsi.

 

Fu tra i protagonisti dell’inaugurazione di Pollenzo, nei primi giorni di maggio del 2004, giusto 16 anni fa. Arrivò con il suo amato contrabbasso, una disponibilità straordinaria e il suo sorriso: era già un superbo musicista, anche se non era ancora noto al grande pubblico. Poi ci regalò una cartolina per una campagna associativa.

E scrisse un bellissimo articolo per la nostra rivista (Ezio Bosso e l’enigma Amadeus: e se Mozart non fosse morto?).

Ezio Bosso a Pollenzo, 1 settembre 2016 © Marcello Marengo

Ogni volta che lo cercavamo, lui c’era. Torno a suonare a Pollenzo, nell’estate 2016, in una serata magica. E poche settimane dopo fu protagonista, al Teatro Carignano, di uno degli appuntamenti più belli di quell’incredibile edizione di Terra Madre Salone del Gusto diffusa in tutta la città.

Ci consoleremo con il ricordo dei momenti belli vissuti assieme, leggeremo e rileggeremo le tue parole, continueremo ad ascoltare la tua musica.

Grazie Maestro, ti sia lieve la terra che hai tanto amato.