Ciao Azio, un compagno straordinario

Non so come si parla di Azio assente.

Ci siamo conosciuti quando avevamo 6 anni, il primo giorno di scuola. Da allora c’è sempre stato. Con la sua energia, il suo incendiarsi in un secondo e il suo saper sorridere – innanzitutto di se stesso – un secondo dopo. Con i suoi valori forti, la sua straordinaria capacità di comprendere le persone e tenerle nel cuore per sempre o per sempre allontanarle.

Con lui perdo un amico, un fratello, perdo la doccia fredda di quella imprecazione sorridente, a fior di labbra, che non faceva mai mancare, e che in un attimo restituiva la misura di quel che eravamo stati e di quel che eravamo diventati, con coraggio e allegria, sempre rispettosi delle nostre e altrui diversità.

Perdo quello sguardo appuntito, sempre pronto all’attacco, ma che sapeva liquefarsi se la bellezza di un gesto, di una parola o di una musica lo conquistava. Perdo quella voce tonante, che ha incantato tante platee. Perdo un pezzo dei miei pensieri e perdo quel confronto che ha accompagnato entrambi per tutta la vita.

Perdo, perdiamo tutti, un compagno straordinario.

Carlo Petrini, fondatore Slow Food