Il 2026 per Slow Food Italia è un anno speciale: celebriamo il 40° anniversario dell’associazione, che festeggeremo con l’edizione speciale di Terra Madre Salone del Gusto a Torino (24-28 settembre 2026), incentrata sulla biodiversità.

Il cammino fatto dalla Chiocciola in questi 40 anni – insieme a contadini, pastori, pescatori, insegnanti, cuochi, attivisti, artisti, scrittori, giornalisti, cittadine e cittadini – ha generato e arricchito una filosofia consapevole del passato e delle radici, ma anche capace di guardare avanti, al futuro, con e per le prossime generazioni.

Una filosofia che riscopre e pratica il limite, ma non rinuncia all’immaginazione, alla gioia e nemmeno all’utopia, per poter riconoscere, dare voce, spazio e dignità a chi incarna Un’Altra Idea di Mondo.

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Per costruire Un’Altra Idea di Mondo occorre una cassetta degli attrezzi molto speciale, con contenuti preziosi e universali. Servono protagonisti nuovi e nuove lenti per leggere la realtà.

Un’Altra Idea di Mondo non è solo un titolo: è una direzione.

È la possibilità di trasformare conoscenza e consapevolezza in azione, e di farlo insieme, mettendo al centro le persone, i territori e le comunità.

Le parole scelte per il 2026 sono strumenti che ci guideranno in questo viaggio.

L’invito per il 2026 è di guardare oltre l’esistente: immaginare nuove possibilità, costruire alleanze, generare cambiamento a partire dal cibo. Perché ciò che mangiamo, produciamo, cuciniamo e scegliamo ogni giorno parla di giustizia, ambiente, salute, comunità e futuro.

Il cibo da cui tutto prende vita, l’elemento che riconduce gli esseri umani alla terra, al suolo, all’acqua, alla biodiversità, ma è anche cultura, condivisione, piacere sensuale. Il cibo è agricoltura. Ma quale agricoltura ci garantisce il futuro? Ecco che parliamo di agroecologia: il mezzo per rigenerare la biodiversità, che è da sempre il faro che ci guida. E poi ancora nuove geografie fisiche e umane per leggere la realtà: gli ecosistemi – le terre alte, le terre basse, le terre d’acqua, le aree urbane – sostituiscono i confini nazionali e amministrativi. Le comunità per cercare insieme felicità e bellezza, motore silenzioso e potente, in grado di riconnettere ognuno col suo prossimo e con tutto ciò che sta intorno. Cibo e presenza femminile, insieme, sono straordinarie leve di cambiamento. Infine, se il cibo è agricoltura è anche lavoro, che vogliamo considerare nel suo valore artigianale ed emancipatorio. Queste sono le parole che ci accompagneranno durante tutto il 2026, anche grazie al programma di Food to Action Academy.

Qui il Documento di Roma che ha ispirato il nostro 2026:

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Gli anni passati: