Viaggio nell’Italia dell’extravergine: la campagna olivicola 2020 regione per regione

Campagna olearia previsioni 2020: viaggio in Italia alla scoperta dell’extravergine. Con le previsioni del gruppo di esperti di Slow Olive.

Continuiamo il viaggio attraverso l’Italia degli olivi e dell’olio, per capire come l’emergenza climatica e l’intervento dell’uomo stanno incidendo sulla produzione di olive e le aspettative di produzione oleicola. I coordinatori regionali e i collaboratori di Slow Olive non hanno mai smesso di monitorare la situazione negli oliveti, parlando con produttori e frantoiani e verificando di persona lo stato delle coltivazioni.

L’appuntamento che vi diamo è a conclusione della campagna olearia, quando riusciremo a tracciare uno spaccato dei risultati ottenuti, grazie anche agli assaggi degli oli ottenuti che farà il gruppo di degustatori di Slow Food presenti in ogni regione, in vista della edizione 2021 della Guida Extravergini di Slow Food.

 

Campania

Stiamo assistendo, in Campania, ad un’annata olivicola sicuramente unica per una serie di fattori di natura climatica. L’inverno mite e poco piovoso in alcuni areali ha impedito alle piante di avere la fase di riposo vegetativo e determinato condizioni favorevoli allo svernamento della mosca dell’olivo. L’inizio di primavera ha visto temperature molto più alte della media, che hanno favorito un’importante ripresa vegetativa e condizioni buone per lo sviluppo delle infiorescenze. Abbiamo assistito, quindi, a una grande produzione di mignole, con successiva fioritura abbondante in tutti gli areali. Ottima l’allegagione per tutte le varietà e in tutti gli areali, tranne nella penisola Sorrentina dove i venti caldi di scirocco hanno bruciato molti fiori e, di conseguenza, ridotto drasticamente la percentuale di allegagione.

Campagna olearia previsioni 2020

La stagione estiva è stata molto asciutta e i frutti hanno avuto una crescita molto lenta con una percentuale di polpa molto bassa. Alla fine di luglio c’è stato un attacco di mosca molto contenuto, grazie alle temperature alte e al clima asciutto che poi ha impedito ulteriori danni alle olive. La carenza di piogge ha determinato alla fine di agosto sulle piante il manifestarsi di sintomi da stress idrico con foglie accartocciate e, soprattutto, frutti raggrinziti. Gli olivicoltori si augurano l’arrivo di piogge nel mese di settembre, che permetta una ripresa delle piante che possa portare i frutti a distendersi e nel contempo avere una buona fase di inolizione. Le tanto desiderate piogge potrebbero essere fondamentali per ottenere oli di altissima qualità sensoriale e nutrizionale e consentirebbero di avere, allo stesso tempo, oli più fruttati ed equilibrati. La stima sulla produzione in termini quantitativi è molto positiva: si può, a ragione, parlare di annata di carica abbondante. In tutti gli areali si registra un importante anticipo della fase di maturazione dei frutti, rispetto alle normali tempistiche di invaiatura delle differenti varietà: si prevede una raccolta anticipata di un paio di settimane.

In alcune zone, Penisola Sorrentina e Cilento, la raccolta è iniziata ad inizio settembre, nel casertano le previsioni parlano di ultima settimana di settembre mentre nelle province di Avellino e di Benevento si dovrebbe cominciare la prima settimana di ottobre.

Il clima cambia e la pianta dell’olivo lo manifesta in tutte le fasi fenologiche e quindi il compito dell’olivicoltore è studiare quello che avviene in campo, monitorare come questi cambiamenti influenzano le piante per evitare di farsi trovare impreparati nel momento in cui si manifestano situazioni nuove.

Se siete interessati alll’Extravergine non perdete il Master of Food dedicato all’olio campano

Emilia-Romagna

La campagna olearia in Emilia-Romagna procede bene, con una produzione di olive che ha superato, dopo alcuni anni di scarica, ogni aspettativa. Quasi tutte le varietà hanno avuto una buona allegagione e nei mesi successivi il caldo e la siccità hanno permesso di limitare i trattamenti anche se le olive non sono di bell’aspetto a causa della disidratazione dovuta alla scarsità di piogge. Tuttavia, il raggrinzamento delle drupe ha reso le olive meno appetibili ai parassiti, soprattutto alla mosca. Solo l’ascolana ha avuto alcuni attacchi di mosca in zone limitate della Romagna

Campagna olearia previsioni 2020

Si segnala quasi ovunque una buona produzione di Nostrana di Brisighella, Ghiacciola e Ascolana. Annata di carica straordinaria per Leccino e Frantoio, con le ultime piogge che hanno aiutato non poco il recupero delle olive uscite da un periodo di lunga siccità. Quasi ovunque la raccolta inizierà sicuramente i primi di ottobre.

Toscana

Incrociando le dita e facendo tutti i dovuti scongiuri, in Toscana si preannuncia un’annata dalla doppia QQ! Dove Q di Qualità va di pari passo con la Q di Quantità, soprattutto negli impianti con disponibilità idriche. Occorre sottolineare che il 2020, non era iniziato per niente bene dal punto di vista climatico, con la quasi assenza dell’inverno e l’arrivo di gelate tardive ad aprile, che hanno colpito a macchia di leopardo alcuni oliveti delle zone più basse.

A maggio finalmente le dosate e ben distribuite piogge, hanno dato seguito ad una buona allegagione. Come sappiamo in agricoltura si vive di alti e bassi così è stato ad inizio luglio quando, un pericoloso attacco di mosca, poi rientrato, ha fatto allarmare gran parte dei produttori toscani. Oramai ci siamo, manca poco, la maturazione delle olive è anticipata e si sta programmando l’inizio della raccolta e l’apertura dei frantoi già ad inizio ottobre.

Friuli Venezia Giulia

Le premesse per una stagione olearia in Friuli Venezia Giulia migliore della precedente ci sono tutte! Fioriture abbondanti hanno fatto ben sperare anche se tignola e cimice asiatica hanno causato cascole delle drupe in diverse zone. L’Ente regionale per lo sviluppo agricolo si è fatto carico di distribuire nei vari areali la vespa samurai con funzione antagonista del nocivo parassita asiatico. Tuttavia, effetti consolidati dell’intervento sono attesi per il prossimo anno.

In questi giorni tutte le attenzioni sono rivolte al contrasto della mosca, in particolare per la cultivar bianchera. Va, inoltre, rilevato come il protrarsi di un andamento meteo avaro di precipitazioni stia portando le piante in stress idrico: come conseguenza la maturazione dei frutti è in stasi da alcune settimane, in particolare nel litorale triestino.

E’ prevedibile, quindi, un esito produttivo a macchia di leopardo: nei casi di buon controllo di cimice e mosca si può ipotizzare un raccolto ottimo e abbondante; nelle altre situazioni il raccolto ne uscirà penalizzato, in alcuni casi pesantemente.

Sardegna

In Sardegna la produzione olivicola per la prossima campagna sarà migliore rispetto alla precedente in diversi territori regionali. Nel nord Sardegna la carica è discreta nella zona di Sassari, Ittiri, Sorso, Sennori e Alghero e nel Montiferru (Cuglieri, Seneghe, Paulilatino). Nell’oristanese (Cabras, Oristano, Riola Sardo, Nurachi), dopo tre anni consecutivi di scarica, la produzione è buona. Discreta ma non omogenea la produzione nel Nuorese (Oliena, Nuoro, Orosei, Dorgali, Siniscola). Buona la produzione nel sud Sardegna (Dolianova, Ussana, Gonnosfanadiga, Villacidro).

Campagna olearia previsioni 2020

Grazie alla stagione estiva molto calda, i danni della mosca delle olive sono stati limitati fino a tutto agosto. Da metà settembre l’attacco della mosca si sta manifestando e sono state superate le soglie di intervento. Negli ultimi giorni i forti venti, la pioggia copiosa e, in qualche caso, la grandine hanno causato la perdita del 20-30% della produzione in diverse zone. La stima, ad oggi, della produzione olearia regionale si è attestata attorno alle 3.500-4.000 tonnellate con oli di qualità buona.

Basilicata

L’annata è stata preceduta da un inverno piuttosto mite e senza precipitazioni nevose, con piogge nella norma di cui hanno beneficiato le piante nella fase della ripresa vegetativa. Una fioritura da record, con le piante ricche di fiori, ha aperto la strada a una buona allegagione grazie a condizioni ottimali con frequenti piogge e nessun ritorno di freddo.

Sulle colline Materane l’estate è stata particolarmente asciutta, contraddistinta da assenza di precipitazioni durante tutto il mese di agosto e una leggera pioggia a metà settembre, tuttavia insufficiente per le esigenze delle piante. Alcuni fortunati olivicoltori hanno potuto intervenire con l’irrigazione di soccorso, limitando i danni. Le olive, al momento, non si presentano raggrinzite ma hanno una pezzatura sicuramente inferiore rispetto alla media del periodo. Fino ad ora, fortunatamente, non si è verificata nessuna cascola da stress idrico.

Nella provincia di Potenza le ultime piogge si sono avute nel mese di giugno e le piante hanno iniziato a mostrare sintomi da stress idrico a partire dalla fine di agosto, tuttavia con sintomi meno accentuati rispetto a quanto osservato nello stesso periodo del 2019.

Gli olivicoltori lucani sperano nella pioggia tra la fine di settembre e l’inizio di ottobre per avere delle olive con maggiore equilibrio tra polpa e nocciolo. L’andamento della stagione estiva ha favorito sulle piante la presenza di olive perfette senza attacchi della mosca su tutto il territorio regionale.

La raccolta, in considerazione del fatto che al momento non è ancora iniziata l’invaiatura, è prevista con una tempistica abbastanza in linea con la media degli ultimi anni, con le prime frangiture intorno alla metà di ottobre.

L’annata, salvo problemi dell’ultimo momento, si preannuncia di particolare carica, con una produzione stimata più o meno in linea con la raccolta 2019, che aveva dato ottima quantità: ci si aspetta una stagione di produzione di olio ricca di profumi e sicuramente intensi grazie alla presenza di olive perfette da un punto di vista sanitario, ricchi di antiossidanti e con un amaro e piccante molto pronunciati.

Notevoli performance anche per la varietà simbolo del territorio: la Majatica, con qualche eccezione per gli oliveti nella zona del Vulture, colpiti da grandine e piogge torrenziali durante la fase della fioritura e nella prima fase dell’allegagione che hanno determinato una perdita importante di fiori e di frutticini.

 

 

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