Viaggio nell’Italia dell’extravergine: la campagna olivicola 2020 regione per regione

Campagna olearia 2020: viaggio in Italia alla scoperta dell’extravergine. Con le previsioni del gruppo di esperti di Slow Olive.

Continuiamo il viaggio attraverso l’Italia degli olivi e dell’olio, per capire come l’emergenza climatica e l’intervento dell’uomo stanno incidendo sulla produzione di olive e le aspettative di produzione oleicola. I coordinatori regionali e i collaboratori di Slow Olive non hanno mai smesso di monitorare la situazione negli oliveti, parlando con produttori e frantoiani e verificando di persona lo stato delle coltivazioni.

Di seguito il loro raccontonto.

Trentino

Il territorio del Garda Trentino è il cuore di un piccolo sistema olivicolo, meno dello 0,5% della produzione italiana, che ha fatto della produzione di oli extravergini di qualità la propria bandiera. Stiamo parlando di una realtà da circa 2000 tonnellate di olive, da cui si spremono mediamente 250-280 tonnellate di olio extravergine di oliva.

Il 2020 è l’anno del rilancio dell’olivicoltura più settentrionale d’Italia e del mondo, dopo la disastrosa annata scorsa, nella quale la produzione scese di circa l’80%. L’ottima fioritura, seguita da una buona allegagione hanno riempito gli olivi di frutti che si sono mantenuti sani e pieni, grazie anche alle piogge cadute abbondanti al momento giusto.

Purtroppo, in alcune zone le piogge sono state accompagnate da grandinate che hanno fatto cascolare in parte le olive già in avanzato stadio di sviluppo. L’abbassamento delle temperature e l’umidità residua hanno fatto nascere il pericolo della mosca, per fortuna ancora circoscritto e di modesta entità. L’aspettativa di una buona annata olivicola si mantiene, pertanto, intatta confidando in una positiva evoluzione del clima nei prossimi mesi, con l’obiettivo di recuperare interamente la débâcle dello scorso anno e tornare ai livelli del 2018.

Umbria

Campagna olearia 2020

In Umbria l’andamento climatico primaverile favorevole ha contribuito a una buonissima fioritura e a un’altrettanta buona allegagione. Come spesso accade le cose poi cambiano: la forte siccità ha causato la perdita di un 10-15% delle olive e quelle rimaste sulla pianta sono rimaste raggrinzite per molti giorni anche se poi, le ultime piogge di oltre 50mm in un giorno, hanno fatto sì che gli oliveti di colpo siano apparsi pieni di olive.

Alcune varietà come Dolce Agogia, Moraiolo, Leccino, Frantoio, Borgiona presentano una eccellente fruttificazione. In alcune zone dove lo scorso anno la produzione è stata copiosa, come l’area di Trevi, quest’anno si è ridotta del 30% circa soprattutto per il Frantoio e il Moraiolo. Episodi di grandine nelle zone del centro sud della regione hanno causato danni ingenti, per fortuna localizzati.

Non ci sono stati ancora attacchi di mosca, come dimostra la bassa percentuale di attacco sulla Nostrale di Rigali, cultivar riferimento, in quanto molto apprezzata dal dittero. In conclusione, l’annata si presenta da buona a ottima a seconda delle zone.

Puglia

Campagna olearia 2020

La Puglia ha goduto, quest’anno, di un clima mite che ha di fatto azzerato la stagione invernale, se si esclude un breve periodo nel mese di aprile, quando una tardiva ondata di freddo si è fatta sentire per alcuni giorni. L’accrescimento fogliare è stato notevole, cosa che ha fatto temere per le possibili gelate tardive che, quest’anno, per fortuna e come detto non hanno avuto luogo. L’evoluzione climatica successiva ha fatto sì che la fioritura sia stata generosa e precoce, con attecchimento notevole dei fiori, tranne che nelle cultivar precoci come Leccino e Picholine, che hanno risentito dei raffrescamenti di aprile. Le drupe sono state interessate fin da subito da un ingrossamento notevole, soprattutto se rapportate allo scorso anno e nei mesi di luglio ed agosto hanno sofferto il clima torrido e secco che ha contraddistinto l’estate. Soprattutto negli impianti senza irrigazione questo ha causato qualche stress alle piante. Le piogge torrenziali del mese di luglio, che hanno interessato tutta la regione, hanno portato beneficio fornendo acqua anche se accompagnata nella quasi totalità dei casi da grandinate che hanno causato la cascola di circa il 20% del prodotto totale. Confrontando la fase fenologica attuale con quella degli anni precedenti si nota un anticipo della maturazione sulle cultivar da mensa, come Termite di Bitetto e oliva Dolce. Allo stato attuale e confidando in un favorevole andamento climatico dei prossimi mesi, ci si aspetta una annata dai grandi numeri, anche in considerazione del fatto che la mosca dell’olivo è stata in gran parte dei casi assente, salvo una breve presenza in giugno, quando, tuttavia, non è riuscita a deporre le uova a causa delle condizioni meteo avverse. Nei mesi successivi il torrido caldo ha tenuto lontano le temute ondate dell’insetto, di fatto preservando le olive dagli attacchi.

Sicilia

Nella parte occidentale della regione in primavera si era presentata una fioritura bellissima e si sperava in una allegagione altrettanto positiva. Purtroppo, tre giorni di scirocco hanno creato le condizioni per la perdita di una quantità notevole di fiori. L’estate siccitosa ha, successivamente, in parte compromesso le olive sopravvissute: ci si aspetta una produzione migliore dello scorso anno ma che, tuttavia, si attesterà attorno al 60% rispetto al 2018.

Campagna olearia 2020

In alcune zone si sono presentate anche delle infezioni di lebbra e attacchi di tignola, mentre la raccolta inizierà quasi sicuramente e se verrà confermato l’andamento climatico attuale, entro metà ottobre.

In una nota di qualche settimana fa, il Consorzio della DOP Monti Iblei – che abbraccia l’area della Sicilia sudorientale – si é sbilanciato affermando che si profila una produzione inferiore alle attese, con molte differenze fra un territorio e l’altro, ma con una qualità nel complesso eccellente. Passando dal generale al particolare, nelle zone vocate della tardiva Tonda Iblea – qual è la zona di Buccheri e di altri centri collinari del Siracusano e del ragusano – le previsioni produttive sono più ottimistiche, pur sempre incrociando le dita. Si è avuta la pioggia al momento giusto della fioritura e niente mosca olearia per via del caldo notevole – in tutta la regione – con medie da luglio superiori ai 30° con punte più volte superiori ai 40°: condizioni che hanno impedito alle uova della mosca di schiudersi uccidendo le larve all’interno. Il clima molto siccitoso, da circa una settimana si è leggermente attenuato con l’arrivo di piogge, anche intense, quando mancano ancora un paio di settimane alla raccolta. Previsioni positive anche per la Nocella Etnea, varietà di media maturazione. Previsioni purtroppo non buone per altre due delle cultivar più presenti nel territorio, ossia la Biancolilla (nel Siracusano e nel Ragusano) e la Moresca (Ragusano e zona sud del Siracusano). Si tratta di due varietà a maturazione precoce che, per ciò che si vede sulle piante, lasciano presagire produzioni decisamente basse. Pochi infine i dati al momento a disposizione relativamente alla provincia di Messina.

A cura di Mauro Pasquali con la collaborazione di Bruno Scaglione, Marco Attorre, Franco Saccà, Carmelo Maiorca, Saverio Pandolfi, Sonia Donati, Marco Antonucci, Angelo Lo Conte, Francesca Rocchi, Stefano Asaro, Pino Giordano, Marcello Longo, Pietro Paolo Arca, Lamberto Albonetti, Stelio Smotlak.

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