Innovazione artigiana nella industria del caffè. Insieme cambiamo la filiera

Gran parte dell’industria del caffè si è sviluppata attorno a consuetudini che la caratterizzano tuttora e che hanno notevolmente contribuito al dissesto ambientale, alla svalorizzazione dell’agricoltura intesa come produzione di cibo (e non di merci), allo svilimento dell’essere umano nel suo ruolo agricolo e nel ruolo di fruitore.

Caffè  Commodity prodotto artigiano
Tim Mossholder Unsplash

In sintesi, come ormai sembra chiaro a tutti, una economia fondata solo sul massimo profitto, sui volumi a prescindere dalla qualità e sui prezzi bassi non può che poggiare solo sul massimo sfruttamento dall’inizio alla fine della filiera, lasciando all’uomo la sola funzione di consumatore, affinché la ruota continui a girare e il sistema a reggere.

E come se non bastasse, il cambiamento climatico accompagnato da forti, improvvise e drammatiche migrazioni ha solo messo in evidenza le difficili condizioni di buona parte delle popolazioni che vedono nel caffè il proprio mezzo di sussistenza.

Il caffè, come altri prodotti agricoli, rientra fra le commodity, merci cioè scambiate secondo le contrattazioni in Borsa e il cui valore viene quindi determinato non da differenti caratteristiche di qualità, non dalla richiesta e offerta di particolari caratteristiche, ma dalle speculazioni finanziarie conseguenti ai contratti futures che definiscono il mercato.

Caffè  Commodity prodotto artigiano
I Torrefatori di Pausa Caffé tra i collaboratori del progetto del Presidio Slow Food del caffè delle terre alte di Huehuetenango

Il caffè, quindi, è la merce per eccellenza e lo è a livello planetario, poiché, dopo il petrolio è la merce maggiormente scambiata. I cambiamenti, l’innovazione, le scelte virtuose che riusciamo ad attuare nell’industria del caffè, anche e soprattutto come fruitori, possono quindi essere esemplari e replicabili per sperimentare nuove metriche nell’agricoltura e nell’economia globale.

L’importanza di tutte e tutti gli attori della filiera, consumatore compreso

Le associazioni e i movimenti che raccolgono ormai da più di trent’anni le istanze di cambiamento nell’industria del caffè, sollecitano una partecipazione da parte di tutti gli attori affinché si cambino le regole e affinché ognuno si renda consapevole di come il proprio comportamento e le scelte individuali siano determinanti in questo processo di miglioramento globale.

Tutti gli anelli della catena produttiva vengono chiamati a trasformare il proprio approccio al lavoro da industriale ad artigianale, da consumatori a fruitori, da ruolo passivo a ruolo attivo.

L’innovazione artigiana

Parlo di approccio artigianale evidenziando gli aspetti innovativi che possono scaturire da una cultura dell’artigianalità contemporanea, fondata sulla consapevolezza del proprio ruolo e delle proprie scelte, sulla capacità di sperimentare e di dare nuove risposte alle domande, sulla educazione al metodo e sulla condivisione delle informazioni.

Caffè  Commodity prodotto artigiano
Tim Mossholder Unsplash

L’artigianalità contemporanea è in grado di dare valore al lavoro e di ottenere un prodotto che racchiuda in sé una nuova idea di qualità, che non rifletta le convenienze di un mercato omologato, ma contribuisca a una educazione del gusto, ricercandola nella diversità e nella unicità del cibo.

Biodiversità e buone pratiche agricole a favore della crescita qualitativa

Favorire la biodiversità e le buone pratiche agricole significa crescita qualitativa e non sempre necessariamente quantitativa, tuttavia l’approccio artigianale è auspicabile e realizzabile anche su grande scala.

Il ruolo dell’artigiano nel mondo del caffè può stimolare una riflessione nella grande industria sul proprio ruolo sociale. Lo hanno dimostrato le nuove generazioni di torrefattori artigiani che hanno restituito al processo di tostatura l’importanza fondamentale nella definizione di profilo aromatico e sensoriale.

Caffè  Commodity prodotto artigiano
Kawukha Mutwalibu Magolofa Il coordinatore degli agricoltori Caffè Nyasaland © Fellipe Abreu

L’hanno dimostrato le nuove generazioni di baristi artigiani che hanno ridato dignità a una professione riempiendola di contenuti, curando la propria formazione e approfondendo la propria conoscenza sulle origini, le varietà ed i processi che influiscono sull’estrazione di un espresso o di un altro metodo di estrazione e soprattutto si sono declinati nel ruolo di divulgatori per diffondere la conoscenza della cultura del caffè.

Lo hanno dimostrato tutti i comparti che, dalla importazione, alla costruzione di attrezzature, hanno incominciato a pensare ‘artigiano’, sostituendo la catena di montaggio con artigiani in grado di dare valore al loro lavoro e di conoscere la propria materia dall’inizio alla fine.

 

Erminia Nodari, fondatrice della torrefazione Critical Coffee e componente dell’Advisory Group della Slow Food Coffee Coalition

La Slow Food Coffee Coalition nasce con l’obiettivo di dare vita a nuove connessioni e migliorare la relazione tra agricoltori e consumatori, per irrobustire il primo e più fragile anello della filiera e promuovere l’identità e la conoscenza del caffè con chi lo sceglie ogni giorno. Partecipa anche tu, firma tu il manifesto 

 Tracciabilità identità caffè

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