Buona festa, Terra!

Ed eccoci qui. Sono passati 50 anni da quando il senatore ambientalista Gaylord Nelson istituzionalizza la Giornata Mondiale della Terra. Già da qualche anno il senatore si spendeva per la questione ambientale, coinvolgendo noti esponenti del mondo politico come Robert Kennedy che nel 1963 attraversò ben 11 Stati del Paese tenendo una serie di conferenze dedicate ai temi ambientali. Finché, nel 1989, durante una conferenza dell’Unesco a San Francisco, il pacifista ed ecologista John McConnel nel 1969 propose di istituire una giornata per onorare la Terra e la pace. Erano gli anni dei movimenti studenteschi contro la guerra in Vietnam, e gli Usa erano sotto shock per la fuoriuscita di petrolio dal pozzo della Union Oil al largo di Santa Barbara, in California.

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Joel Holland Unsplash

Nelson decise fosse giunto il momento di portare le questioni ambientali all’attenzione dell’opinione pubblica e del mondo politico.

«Tutte le persone, a prescindere dall’etnia, dal sesso, dal proprio reddito o provenienza geografica, hanno il diritto a un ambiente sano, equilibrato e sostenibile».

E così, il 22 aprile 1970, ispirandosi a questo principio, 20 milioni di cittadini statunitensi si mobilitarono per una manifestazione a difesa della Terra. I gruppi che in varie forme avevano combattuto contro l’inquinamento da combustibili fossili, contro l’inquinamento delle fabbriche e delle centrali elettriche, i rifiuti tossici, i pesticidi, la progressiva desertificazione e la perdita di biodiversità, compresero di condividere valori comuni. E in quel momento, il 22 aprile diventa Earth Day, la Giornata della Terra.

Su www.earthdayitalia.org trovate le iniziative della giornata

Ed eccoci, con il mondo fermo, chiuso fuori dalle nostre case, cinquant’anni dopo, ad affrontare ancora le stesse battaglie. Con la stessa convinzione, anzi, ora più che mai. Ci troviamo a desiderare le attività più semplici e a sognare, immaginare un mondo diverso. Perché non «vogliamo tornare alla normalità, perché la normalità era il problema» e questo virus ci sta insegnando come la nostra salute, la salute di ciascuno di noi non può prescindere dalla salute della Terra.

Daria Nepriakhina Unsplash

E allora prendendo in prestito una formula che ben si conosce, oggi, noi di Slow Food vogliamo esprimere i nostri desideri per il nostro pianeta e dire che

Andrà tutto bene se…

  • Avremo cura della Terra, del suolo, dei mari, dei fiumi, della Natura tutta come abbiamo cura dei nostri cari
  • Ci impegneremo (noi, le istituzioni nazionali e la comunità internazionale) davvero a rimediare alla crisi climatica: non è scomparsa, e dovrebbe farci molta più paura di questo virus.
  • Proteggeremo e rafforzeremo la biodiversità in tutte le sue forme. Stiamo imparando quanto preziosa sia per mantenere in salute noi e il nostro pianeta.
  • I diritti delle lavoratrici e dei lavoratori della terra (e non solo) verranno tutelati, se verrà meno ogni forma di schiavismo e sfruttamento.
  • Mangeremo molta meno carne e prodotti animali e soprattutto elimineremo tutti quelli provenienti da allevamenti intensivi, che andranno a sparire. Non stanchiamoci di chiederlo.
  • Rinunceremo all’agricoltura intensiva, alle monoculture, agli input chimici, e ai veleni che privano il suolo di vita, inquinano le acque e potenziano le emissioni.
  • Riporteremo il verde nelle nostre città, riempendole di alberi, prati e tanti orti (slow!)
  • Impareremo a riscoprire i rapporti con le nostre comunità, nelle botteghe, nelle cascine, conoscendo chi fa e come il nostro cibo.
  • Capiremo che dare invece che riceve è un privilegio: vuol dire che non abbiamo bisogno. E allora davvero capiremo che cosa sia la solidarietà.
  • Se finalmente non dovremmo più preoccuparci delle differenze di genere a lavoro e nella società e semplicemente perché non ce ne saranno più

Andate avanti voi: Andrà tutto bene se…

 

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