Se la biodiversità vive, vive il pianeta – Il ruolo dei popoli indigeni

Diritto alla terra, conoscenze tradizionali, sovranità alimentare Il sostentamento, l’identità, la lingua, la cultura e il benessere dei popoli indigeni sono radicati nel profondo legame che essi hanno con le loro terre.

Le loro conoscenze tradizionali, le loro pratiche[1] (anche innovative) per la conservazione della biodiversità e per un uso sostenibile delle risorse genetiche sono da sempre alla base della loro sovranità alimentare.

Biodiversità ruolo popoli indigeni

Oggi i popoli indigeni rappresentano meno del 5% della popolazione globale, ma abitano e utilizzano un quarto della superficie terrestre e salvaguardano l’80% della biodiversità[2].

Il contributo alla biodiversità agricola

Hanno dato e danno inoltre un contributo essenziale alla biodiversità agricola e alle pratiche ad essa associate: introducendo ad esempio la rotazione colturale[3], diverse tecniche sostenibili di raccolta, pesca e caccia, pratiche per la conservazione della diversità delle varietà vegetali e delle razze animali[4]. Nonostante questo ruolo così importante, i popoli indigeni sono fra i più poveri del pianeta[5]. Anche se è ormai noto il loro contributo alla conservazione della biodiversità, il mancato riconoscimento del loro diritto alla terra ha infatti un impatto importante (diretto e indiretto) su tutti gli aspetti della loro vita, compreso l’accesso al cibo.

L’accesso al cibo come valenza collettiva

I popoli indigeni, come tutti gli altri, hanno il diritto a un’alimentazione adeguata e alla libertà dalla fame. Questo è quanto è stipulato dall’articolo 11 della “Convenzione internazionale sui diritti economici, sociali e culturali” del 1966[6] e rappresenta un diritto internazionale vincolante. Inoltre, secondo la “Dichiarazione delle Nazioni Unite sui diritti dei popoli indigeni”, adottata nel settembre 2007[7], i popoli indigeni hanno il diritto di possedere e gestire le loro terre e le loro risorse, di proteggere l’ambiente e la capacità produttiva dei loro territori e, quindi, di seguire i propri metodi tradizionali di coltivazione del cibo e di seguire i loro metodi tradizionali di coltivazione.

Per i popoli indigeni, il diritto al cibo non è soltanto individuale, ma ha un’importante valenza collettiva, perché strettamente legato ai diritti collettivi sulla terra. Spesso, infatti, la gestione della terra e delle risorse è comunitaria e le attività di sussistenza svolte in modo collettivo non solo fanno parte della loro identità culturale, ma sono essenziali per la loro sopravvivenza[8]. Un fiorente sistema alimentare tradizionale, base essenziale della sovranità alimentare, ha bisogno di un ambiente naturale sano e di una comunità ben organizzata per gestirlo e proteggerlo.

Biodiversità ruolo popoli indigeni

Il diritto alla sovranità alimentare

La sovranità alimentare comprende dunque anche la diversità bioculturale: la diversità biologica, culturale (compresa quella linguistica), le conoscenze, le istituzioni e le pratiche locali.

Tutti fattori di vitale importanza per consentire alle società di gestire in modo sostenibile i loro sistemi agricoli, le risorse naturali, i paesaggi e la vita sociale. Le iniziative di conservazione delle popolazioni indigene combinano conoscenze tradizionali, pratiche e innovazioni che comprendono aspetti spirituali e culturali[9], con l’obiettivo di costruire un ecosistema sano, basato su paesaggi molto più diversificati rispetto a quelli tipicamente legati all’agricoltura, in grado di sostenere anche altre funzioni e servizi ecosistemici.

Il sapere indigeno è patrimonio di tutte e tutti

La loro profonda conoscenza dell’ambiente in cui vivono guida le loro pratiche di conservazione e di uso delle risorse e permette loro di vivere in armonia con la natura. Il rapporto dell’IPBES[10] (Intergovernmental Science-Policy Platform on Biodiversity and Ecosystem Services) divulgato nel 2019 ha presentato un quadro desolante sul declino ecologico in atto[11], registrando una costante crescita della produzione agricola, della pressione della pesca, della produzione di bioenergia, etc, a fronte di una grave diminuzione dei sistemi ecosistemici. Il report ha però rilevato che nelle aree abitate e gestite dalle popolazioni indigene, il declino ecologico è molto meno grave – e, in diversi casi, è stato evitato del tutto[12]. Gli aspetti fondamentali per garantire la sovranità alimentare dei popoli indigeni, quindi, sono il riconoscimento dei loro diritti di proprietà della terra, delle conoscenze tradizionali associate alle loro pratiche alimentari, il controllo delle risorse naturali e il rafforzamento della loro governance.

Biodiversità ruolo popoli indigeni

Questo contribuirebbe non soltanto alla sopravvivenza di sistemi di conoscenza vitali per i popoli indigeni, ma anche alla salute e alla biodiversità di ecosistemi da cui tutti dipendiamo.

Il documento di posizione di Slow Food sulla biodiversità approfondisce il ruolo dei popoli indigeni

Coltivare, allevare e ripristinare biodiversità significa invertire un modello di produzione che continua a generare disastri ambientali e sociali, minando le fondamenta della sicurezza alimentare non solo delle generazioni future, ma ormai anche di quelle presenti.

Oggi le più autorevoli istituzioni internazionali hanno riconosciuto il valore cruciale della biodiversità e il suo stretto legame con il cibo. Nel suo rapporto sullo stato della biodiversità mondiale per l’alimentazione e l’agricoltura, pubblicato il 22 febbraio 2019, la Fao ha dichiarato che «la biodiversità è indispensabile per la sicurezza alimentare» ed «è una risorsa chiave per aumentare la produzione alimentare, limitando al contempo gli impatti negativi sull’ambiente e per raggiungere gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDG) dell’Agenda 20301».

 

Il documento di posizione Se la biodiversità vive, vive il pianeta è un lavoro minuzioso che illustrara la nostra posizione, l’iniziative in corso e le nostre proposte per le istituzioni europee.

Per leggere la sintesi del documento di posizione di Slow Food intitolato Se la biodiversità vive, vive il pianeta, clicca sulla figura a lato e clicca qui 

 

 

Per approfondire, leggi la versione integrale del  disponibile qui e cliccando sulla copertina grande in centro pagina.

 

 

 

 

[1] https://www.cbd.int/traditional/what.shtml

[2] https://www.worldbank.org/en/topic/indigenouspeoples

[3] https://www.iwgia.org/images/publications//0694_AIPPShifting_cultivation_livelihoodfood_security.pdf

[4] https://thousandcurrents.org/perus-potato-park-buen-vivir-in-practice/

[5] https://www.ilo.org/asia/media-centre/news/WCMS_BK_PR_26_EN/lang–en/index.htm

[6] https://www.ohchr.org/en/professionalinterest/pages/cescr.asp

[7] https://www.un.org/development/desa/indigenouspeoples/wp-content/uploads/sites/19/2018/11/UNDRIP_E_web.pdf

[8] https://www.un.org/esa/socdev/unpfii/documents/Right_to_food.pdf

[9] Pimbert, M.P, 2018c. “Food Sovereignty”. In: Encyclopaedia of Food Security and Sustainability. Elsevier Il rapporto dell’IPBES

[10] https://ipbes.net/global-assessment

[11] https://ipbes.net/sites/default/files/downloads/spm_unedited_advance_for_posting_htn.pdf

[12] https://ipbes.net/global-assessment

 

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