#BeeFriend: 10 piccole azioni per salvare le api

Camminare per le alture e gli altipiani di Barbagia è un privilegio di cui beneficio con sincera gratitudine. E se ovunque la primavera addolcisce anche le giornate più nere, qui in centro Sardegna, vi assicuro, è un incanto.

Alla prima camminata un tuffo al cuore: mi arriva netto e inconfondibile il ronzio di api e bombi, gli stessi che temevo da bimba e che ora mi riempiono di felicità. Erano anni che non li sentivo lavorare, alla fine, penso, questa pandemia qualche gioia me l’ha portata. Una gioia però presto inquinata da una stretta al cuore: l’allegro ronzio, in questo lembo incontaminato d’Europa, è l’eccezione. Le api, gli impollinatori tutti, scompaiono, sterminati dalla nostra cupidigia, dalla necessità del tutto e subito che ci porta a irrorare i campi di veleno pur di ottenere la massima resa, senza minimamente preoccuparci del prezzo che paghiamo tutti.

Se ci aggiungiamo perdita di habitat e crisi climatica il gioco è fatto, non deve stupire che invece Desirée, che vive a Caselle, vista Alpi, ne abbia «vista qualcuna in montagna, ma niente di più».

Nell’attesa che l’Unione europea approvi Farm to Fork strategy (la parte del Green Deal che dovrebbe consentire all’Ue di dare un contributo reale agli obiettivi di sostenibilità) e la Biodiversity strategy il 20 maggio (tra l’altro la Giornata mondiale delle api, una coincidenza?) noi possiamo darci da fare con piccole azioni che possono contribuire a preservare le api rimaste e ripopolare le colonie. Basta un poco di volontà.

La prima cosa da fare è ovviamente firmare l’Iniziativa dei Cittadini Europei (Ice) Salviamo le api e gli agricoltori che chiede alla Commissione di eliminare gradualmente i pesticidi sintetici in Europa, di ripristinare la biodiversità nelle aree agricole e di utilizzare i sussidi della Pac per avviare l’agricoltura dell’Ue sulla strada dell’agroecologia. Firmate qui, non costa nulla e fa tanto.

E ora ecco tutti i consigli che siamo riuscite a raccogliere

1. Piantare fiori che piacciono alle api

Una delle maggiori minacce per le api è la mancanza di un habitat dove possano trovare cibo nutriente, soprattutto in città dove le aree verdi sono più rare. Non serve avere un intero giardino o un orto, potete piantare i fiori in vasi e fioriere da lasciare sul balcone o nel cortile condominiale. Le loro piante preferite sono calendula, tulipano, margherita, lavanda, lupinella, facelia, borragine, timo, grano saraceno, girasoli, malva, tagete, finocchio annuale, rosmarino, aneto, pastinaca, coriandolo, erba medica e la lista è ancora lunga.

Tra queste scegliete le piante autoctone della vostra zona con una preferenza per i fiori con cime singole come calendule, tulipani e margherite che producono più polline e sarà più facile per le api raggiungerlo. Dovreste anche cercare di avere qualcosa che fiorisca tutto l’anno, quindi preparate un calendario che includa i fiori in primavera, estate e autunno.

2. Non utilizzare prodotti chimici nell’orto o giardino

I pesticidi sintetici, i fertilizzanti, gli erbicidi e i soprattutto i neonicotinoidi (di cui si trova ancora traccia nei campi europei nonostante il bando del 18), sono nocivi per le api poiché intaccano il sistema nervoso centrale causandone la paralisi e la morte. Evitate per favore di trattare il vostro angolo di natura con prodotti di sintesi. Preferite prodotti organici e soluzioni naturali come il compost. Ricorrete poi agli insetti benefici che tengono lontani i parassiti, come coccinelle e mantidi religiose.

3. Acquista miele e cera d’api da apicoltori locali

L’acquisto di miele biologico e di altri prodotti da un apicoltore della propria zona è un ottimo modo per sostenere un’attività che porta benefici alla comunità locale. Inoltre darete un segnale d’interesse all’apicoltore bio che sarà ancora più invogliato a portare avanti un’apicoltura etica e rispettosa di api e ambiente.

Spesso questi insetti fanno un’eccedenza di miele, quindi non se ne accorgeranno se ne prendiamo un po’ per noi. La cera d’api viene usata per rivestire i favi e viene tagliata dall’apicoltore per arrivare al miele o scavata dalle api in inverno – in entrambi i casi viene scartata, quindi sarebbe uno spreco non usarla.

 

4. Acquistare cibo locale, biologico e di stagione

Questo consiglio sembra forse fuori focus dal discorso ma in realtà è molto importante. Acquistando frutta e verdura biologica eviterete di finanziare un’agricoltura industriale che impiega chimica di sintesi e pesticidi danneggiando il suolo e gli insetti impollinatori. Se è locale e di stagione, poi, sarete sicuri di aver aiutato le nostre amiche api nella loro ricerca di polline e nettare per nutrirsi. E chi si impegna a produrre il nostro cibo con attenzione e cura per l’ambiente.

5. Costruire un hotel per le api

Non esistono solo le api mellifere ma anche tante altre specie di api solitarie che sono altrettanto fondamentali per l’impollinazione. Queste api solitarie non vivono in colonie ma nidificano all’interno di piccoli spazi come steli cavi o buchi nel legno. Con la deforestazione e la conseguente perdita di habitat questi piccoli insetti fanno fatica a trovare gli spazi per costruirsi una “casa”. Ecco perché costruirne una al posto loro per ospitarli nel proprio giardino, orto, cortile o balcone. Vi basterà creare una cornice di legno e inserire all’interno pezzi di legno al quale avrete fatto dei fori, alternati a piccoli rametti e/o canne di bambù.

6. Piantare alberi per le api

Sapevate che le api prendono la maggior parte del loro nettare dagli alberi? Quando un albero fiorisce, fornisce centinaia – se non migliaia – di fiori da cui nutrirsi. Gli alberi non sono solo una grande fonte di cibo per le api, ma anche un habitat essenziale. Le foglie degli alberi e la resina forniscono il materiale per la nidificazione delle api, mentre le cavità naturali del legno sono ottimi rifugi. Se avete un po’ di spazio in più potete contrastare la deforestazione e rafforzare gli habitat delle api piantando alberi da frutto che forniranno loro sia il nettare che uno spazio in cui rifugiarsi.

7. Lasciate che l’erba cresca

Trascurate un po’ il vostro giardino! Lo so, detto così non sembra un buon consiglio ma provate a lasciare qualche angolo del giardino un po’ spettinato! La varietà di fiori e l’erba alta faranno felici le apine.

8. Dare da bere alle api assetate

Ebbene sì, anche le api hanno sete. Per farle riprendere dal loro instancabile lavoro di impollinazione riempite una ciotola poco profonda con acqua pulita e disponete all’interno sassolini e pietre in modo che rompano la superficie dell’acqua. Le api atterreranno sui sassi per qualche sorso d’acqua lungo e rinfrescante. Alle api piace condividere le informazioni, quindi se mantenete la vostra fonte d’acqua costante gli impollinatori locali verranno a trovarvi.

9. Informatevi e condividete

Informatevi sul problema e cercate nuovi modi per aiutare le amiche api – ci sono molti libri e documentari sul tema – e condividete queste informazioni con chiunque possa essere interessato! Potreste anche costruire insieme i vostri bee hotel o i giardini “amici delle api”.

10. Insieme nella Giornata Mondiale delle Api!

Mercoledì 20 maggio si celebra la Giornata Mondiale delle Api. Per l’occasione Slow Food vi lancia un sfida: promuoviamo insieme la solidarietà verso le api! Attraverso l’hashtag #BeeFriend aiutaci a sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza di salvare le api e gli altri impollinatori.

In occasione della Giornata Mondiale delle Api, il 20 maggio, vi chiediamo quindi di aiutarci a diffondere la raccolta firme per l’Ice Salviamo le api e gli agricoltori. Se raccoglieremo almeno un milione di firme, la Commissione sarà obbligata a rispondere alle nostre richieste.

E allora BeeFriend “Salviamo api e agricoltori” online!

Scattate una foto e dedicate qualche parola alle nostre amiche api: come fate per aiutare le api? Quanto è importante per voi proteggerle? E così via…

Mercoledì 20 maggio pubblicate la vostra foto sui social media, usando l’hashtag #BeeFriend, e taggateci.

Possiamo salvare le api insieme!

 

A cura di Michela Marchi e Desirée Colacino

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