Baci regali

baci-di-dama-586x390Due calotte di pasta frolla unite da una goccia di cioccolato fuso, come due labbra che si avvicinano: sono gli inconfondibili i baci di dama.

Piccoli dolcetti, romantici e dalle origini aristocratiche. Si narra furono inventati da un cuoco di casa Savoia per soddisfare re Vittorio Emanuele II, che desiderava assaggiare un dolce mai visto prima. Una volta ricevuta l’approvazione regale, i piccoli baci conquistarono anche le tavole di tutta Italia e d’Europa grazie alla loro delicata dolcezza.

Ma questa è solo una leggenda. La storia più accreditata vuole che siano nati a Tortona, ben prima della leggenda, e fossero originariamente realizzati solo con le nocciole piemontesi, molto diffuse e poco costose. Le mandorle, che oggi la fanno da padrone nell’impasto, furono introdotte più tardi dal cavalier Stefano Vercesi, che nel 1810 brevettò i “baci dorati”. Nel 1906 i baci di dama ebbero il loro momento di gloria: alla fiera internazionale di Milano conquistarono la giuria, che conferì loro la medaglia d’oro, il massimo riconoscimento in fatto di pasticceria a quell’epoca.

Farli in casa non è affatto complicato ma bisogna armarsi di pazienza per confezionarli uno a uno con precisione. Il primo passaggio è la preparazione della pasta frolla: farina 00, zucchero e burro in parti uguali a cui si uniscono nocciole Piemonte sbricciolate, se si vuole seguire la ricetta originale, e un po’ di buccia di limone grattugiata. Lavorando l’impasto con le mani si modellano delle palline molto piccole da cuocere in forno: una volta cotti, i biscottini si uniscono a due a due con un po’ di cioccolato fondente fuso in mezzo.

Neanche a dirlo, non mancano le varianti. La più diffusa è quella data dalla semplice aggiunta di cacao nell’impasto ma se volete qualcosa di un po’ differente provate i baci di Alassio, inventati nella cittadina ligure da Pasquale Balzola. La loro particolarità sta nella forma a ciuffetto delle due calottine, nel miele di acacia aggiunto all’impasto e nella ganache di cioccolato che unisce le due parti. Meno noti sono i baci di San Damiano, tipici del piccolo comune astigiano e caratterizzati dall’aggiunta di rhum e marsala. Dalle colline del Nord al mare del Sud, i baci uniscono la penisola: l’isola di Pantelleria non è famosa solo per capperi, zibibbo e passito ma anche per i baci panteschi, dolci fatti da due frittelle a forma di fiore stilizzato che racchiudono una crema di ricotta con scaglie di cioccolato. Scandagliando i ricettari sul web si trovano anche ricette più fantasiose come i baci di dama salati con formaggio ed erbe aromatiche.

Dove mangiare i migliori baci? La guida Osterie d’Italia 2016 segnala sia locali dove mangiarli sia negozi e artigiani che producono specialità gastronomiche di qualità dove acquistarli. A San Damiano d’Asti, la pasticceria Monticone Baracco propone baci di San Damiano, preparati perlopiù con ingredienti del territorio. A Susa, in piazza De Bartolomei 10, Aldo Pietrini prepara i suoi dolci fra cui non mancano gli ottimi baci. La trattoria Barisone di Genova (via Siracusa 2) ha una varia scelta di dolci di produzione propria tra cui i bacioni di dama. I dolci a base di cacao sono le specialità del ristorante Re di Puglia di Coltano (via Aurelia Sud 7), perciò non perdetevi il loro bacio al cioccolato!

Per il bacio pantesco a Pantelleria avete l’imbarazzo della scelta: potete assaggiarlo alla trattoria Il Cappero (via Roma 33) oppure all’osteria Il Principe e il Pirata (Località Punta Karace), o ancora alla trattoria La Favarotta (Contrada Kamma fuori Favarotta). Se invece preferite gustarlo a casa vi consigliamo la pasticceria Cosi Duci in piazzetta Messina 8.

Foto: pinkblog.it

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