«Le api sono esseri affascinanti». Storie di api e apicoltori, primo episiodio

«Mi chiamo Ariele Muzzarelli ho 32 anni e faccio l’apicoltrice in Piemonte. Sono sempre alla ricerca di nuovi spazi che possano accogliere le mie api».

Storie di apicoltura presenta Ariele Muzzarelli. Parte attiva della della rete Slow Food e della Comunità, Ariele è una apicoltrice di Torino dove conduce la sua Apes, una piccola azienda incentrata sulla cura, l’allevamento delle api e la produzione di miele di acacia e castagno. «Nel 2015 conobbi un anziano signore, simpatico e sorridente, che mi parlò di api con molta dolcezza. Mi raccontò del loro mondo e mi invitò ad andare con lui in apiario; “Quando ti parlo di api i tuoi occhi si illuminano”, mi disse. Così, un sabato mattina con un bel sole, aprii la mia prima arnia e vidi un brulicare di vita, sentii una pienezza di odori e un suono intenso, costante. Il ronzio delle api era così forte e potente che lo sognai per tre notti di seguito e capii che quello dell’apicoltrice, sarebbe stato il mio mestiere. Mi ero innamorata di loro.»

Oggi, come ci racconta, Ariele è arrivata ad avere un «bel po’ di arnie in tutto il Piemonte».

Apicoltura Ariele

Una passione diventata mestiere

Per cominciare la professione ha seguito corsi di apicoltura e adottato le sue prime 4 famiglie di api: «Al tempo il mio lavoro mi impegnava moltissimo. Ma ho trovato il tempo per occuparmi delle mie api, tanto che l’apicoltura è diventata molto più che una passione». E nel 2018 apre Apes, quella che è diventata la sua principale attività: «Fino ad allora, le api mi avevano sempre fatto una gran paura. La mia prima ape mi punse quando ero adolescente, mentre ero in Corsica, in moto, e mi lasciò una cicatrice che ho ancora adesso; stranamente, non sentii il male che mi immaginavo di sentire. Quella cicatrice risulta un mistero: svolgendo questo mestiere vengo punta spesso e nessuna puntura mi ha mai lasciato una cicatrice; negli anni ho deciso di prenderla come un segno, un sigillo che identifica la mia unione a loro».

Oggi Apes non produce solo miele, ma offre anche laboratori didattici per le scuole e percorsi di avvicinamento all’apicoltura per chiunque mostri interesse:

«Fare l’apicoltore non è un mestiere facile. È importante imparare a non aver paura di fare errori. La mia decisione di intraprendere questo viaggio è stata anche guidata dal desiderio di superare le mie paure, e di sostituirle con la curiosità e il desiderio di conoscenza».

Impariamo dalle api

Oggi Ariele vive in armonia con i suoi insetti preferiti. «Le api sono esseri affascinanti, hanno una complessa organizzazione sociale e sono capaci di superare grandi sfide. Sono tenaci e possono sopportare il freddo intenso, il tempo avverso e le minacce umane. A differenza delle api, l’umanità si è dimostrata incapace di vivere e rispettare gli altri esseri viventi».

Apicoltura Ariele

In tutto il mondo, le api scompaiono a causa delle monocolture intensive e dall’abuso di pesticidi tossici. Ma non tutto è perduto e insieme possiamo salvare le api. Chiediamo all’Unione Europea di agire per eliminare gradualmente l’uso di pesticidi tossici, ripristinare la biodiversità e sostenere gli agricoltori e i produttori nella necessaria transizione verso un’agricoltura ecologica e rispettosa delle api e degli impollinatori.

Un diverso modello agricolo e alimentare è possibile: storie come quella di Ariele ne sono la prova!

Tutte e tutti possiamo fare qualcosa.

Come? Firmando l’iniziative europea «Salviamo le api e gli agricoltori» qui.

Con 1 milione di firme possiamo obbligare Commissione e Parlamento europei a rispondere alle nostre istanze.

 

 

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