Angelo Vassallo: a dieci anni dalla scomparsa ancora senza nome l’omicida del sindaco pescatore

Angelo Vassallo, sindaco pescatore: a dieci anni dal delitto ancora senza nome l’autore del vigliacco assassinio

Non ci stancheremo mai di ricordare quello che per molti di noi era un amico caro, un modello e una parte importante della nostra associazione. E soprattutto non ci stancheremo mai di chiedere giustizia. Sono passati dieci anni, eppure chi ha esploso quei nove colpi di pistola che hanno ucciso Angelo Vassallo, il sindaco pescatore di Pollica, rimane ancora senza nome.

«Siamo il braccio operativo di Slow Food»: così descriveva nel Congresso nazionale del 2010 non solo l’attività di Cittaslow – l’associazione dei comuni vicini alla Chiocciola di cui era vicepresidente – ma più in generale il proprio compito di amministratore locale in prima linea in una terra difficile.

In questa veste era stato il vero artefice della rinascita di un meraviglioso angolo di Campania: la sua Acciaroli, amata da Ernest Hemingway che secondo alcuni vi si ispirò per scrivere Il vecchio e il mare, così come Pioppi, altro villaggio di pescatori nel comune di Pollica che i coniugi americani Ancel e Margaret Keys, primi codificatori della Dieta Mediterranea, elessero per trent’anni a loro residenza facendone l’emblema di uno stile di vita e di alimentazione oggi celebrato perfino dall’Unesco.

Angelo Vassallo sindaco pescatore
Angelo Vassallo – sindaco Pollica

Oltre a fare di Pollica la sede del Centro Studi per la Dieta Mediterranea e parte del circuito Cittaslow, nei quattro mandati della sua amministrazione il sindaco porterà il paese cilentano all’avanguardia per qualità dell’ambiente e della vita combattendo il degrado a qualunque livello, dalle ordinanze contro i mozziconi di sigarette alla denuncia del malaffare (le sue segnalazioni sulle irregolarità nei lavori pubblici condurranno dopo la sua morte al processo “Ghost Roads”) alla lotta senza quartiere contro lo spaccio di droga.

È forse quest’ultima battaglia a essergli costata più cara: la sera del 5 settembre 2010, solo pochi mesi dopo il suo intervento dal palco di Abano Terme per il settimo congresso di Slow Food Italia, Vassallo ha pagato con la vita l’impegno civile in nome della legalità, dell’ambiente e di un’idea di politica che non scende a patti sulla difesa del bene comune.

«Quando dieci anni fa venne ucciso Angelo Vassallo, all’immenso dolore per la perdita di un amico si aggiunse la disperazione per la perdita enorme per il Sud e per la nostra Italia tutta. Difensore della legalità, simbolo del Meridione più sano e vero, visionario e precursore, Angelo aveva scritto il futuro. Una visione che traduceva nella quotidianità del suo lavoro di amministratore, dove riversava anche i principi fondanti di Slow Food. Una eredità la sua che ancora vive nei luoghi da lui amministrati, raccolta anche da coloro che non non hanno avuto la fortuna di conoscerlo direttamente. A dieci anni dalla sua scomparsa il suo è ancora un delitto senza mandanti, senza autori, ingiusto. Per questa ragione siamo e saremo sempre al fianco della famiglia, dell’attuale amministrazione di Pollica per chiedere a gran voce che non venga interrotta la ricerca della verità e della giustizia» ricorda Raffaela Donati, delegata cibo e legalità per Slow Food Italia.

Domani, 5 settembre 2020, a 10 anni dall’omicidio, proprio nel porto di Acciaroli, si celebrerà la Festa della Speranza. Durante l’incontro verrà consegnato il premio letterario alla memoria del Sindaco pescatore (organizzato dalla associazione Battiti di pesca e rivolto alle scolaresche) e presentato il libro La Verità Negata scritto da Dario Vassallo, presidente della «Fondazione Angelo Vassallo, sindaco pescatore» e dal giornalista de «Il Fatto quotidiano», Vincenzo Iurillo. Un incontro che vuole ricordare che chi ha ucciso Angelo Vassallo, non ci ha privato solo di una persona capace e dalla forte umanità, ma ci ha tolto anche la possibilità di rendere più forte la visione della nostra società che fa perno sulla tutela ambientale e sul rispetto della legalità. Ed è per questo che non cederemo nemmeno di un millimetro. Per Angelo, per il nostro ambiente e per la Giustizia.