«Con le api non faceva solo il miele, ma politica.» Ciao Andrea, il mondo è più povero

Se ne è andato dopo un tragico incidente stradale Andrea Paternoster. Il suo cuore ha smesso di battere ieri nel tardo pomeriggio. Lui, l’uomo delle api, grande divulgatore e artigiano, del mondo delle api sapeva tutto e con loro aveva un rapporto diretto unico. Non smetteva mai di girare per portare le arnie in cerca del pascolo migliore. Sapeva ascoltare e interpretare le loro esigenze, coglieva l’essenza della loro vita fondamentale per la nostra sopravvivenza.

Con le api non faceva solo il miele, ma politica. Da oggi il nostro mondo sarà più povero.

Slow Food perde un punto di riferimento importante. Sempre presente alle nostre manifestazioni, al nostro fianco nelle battaglie per salvare gli impollinatori dalla cecità umana, sia essa cementificazione o uso di pesticidi.

Al fianco degli studenti dell’Università con le sue coinvolgenti lezioni, gentile e disponibile con chi si avvicinava alla sua bancarella durante il Salone del Gusto o Cheese. Andrea voleva far capire che ci sono i mieli (al plurale, sempre) e che il lavoro di quei piccoli insetti è essenziale. Aveva un sogno, vedere la gente un giorno avvicinarsi al miele come fa con il vino, degustarlo per individuarne i mille sapori, le diversità. Forse solo chi ha avuto la fortuna di conoscerlo capisce il dolore di questo momento.

Vogliamo ricordarlo con le parole di Nereo Pederzolli, carissimo amico di Andrea, giornalista Rai e tra i primi a portare la filosofia di Slow Food in Trentino, alla fine degli anni ‘80.

 

«Il ronzio delle sue creature diventa ancora più assordante. Impossibile accettare la tragica – e per certi versi assurda – fine di un vero interprete della cultura ambientale ancor prima che gastronomica. Andrea Paternoster era la testimonianza perfetta di come l’habitat possa garantire l’essenza della vita. Con le api a scandirne l’evoluzione. In tutto e per tutto. Le custodiva non solo con amore, ma con loro – e tramite loro – sfidava ogni banalità, progettava e sperimentava piacevolezze infinite. Senza mai stravolgere l’ecosistema, anzi: era talmente integrato e consapevole del suo ruolo da considerarsi il più umile ‘servitore’ delle sue amatissime ‘ronzanti’.

Delle api sapeva tutto e – inutile sottolinearlo – anche di più. Sì, talmente competente da confrontarsi a ogni livello e in ogni continente. Lo faceva senza anteporre al sapere la promozione dei suoi mieli. Tralasciava il fatto di essere l’imprenditore che ha rivoluzionato il settore. Parlava e suggeriva ogni variabile anteponendo le api, chiedendo tutela e rispetto.

Andrea Paternoster Slow Food

Poi con i mieli – non ha mai parlato solo di un miele – riusciva a emozionare anche il più scettico dei consumatori. Suggerendo abbinamenti, tecnica di degustazione, infinite sfumature, nozioni di cultura e altrettanto suggestive, godibili sensazioni. Dal mix per ottenere idromiele, pure per fare aceto di miele, con i fidati Amici Acidi.

Un portento anche nella comunicazione, immediatamente in sintonia per ogni singolare lezione sensoriale.

Lo aveva sperimentato tra i primissimi simposi gastronomici promossi ancora quando Slow Food si chiamava Arcigola. Andrea è stato uno dei soci iniziali a ostentare con orgoglio la chiocciola dorata. Era un suo simbolo, come color oro il suo abituale abbigliamento. Per rispetto delle api, per onorare l’andamento solare delle stagioni. A tutte le edizioni del Salone del Gusto, come di Terra Madre, era in prima fila, paladino di forme oneste di agroeconomia.

A Pollenzo dava lezioni con grandissima competenza, che diventavano coinvolgenti performance di creatività.

Andrea Paternoster Slow Food

I suoi mieli hanno rivoluzionato pure il packaging, contenitori innovativi, grafica essenziale e un marchio (Mieli Thun) in onore del castello cinquecentesco che domina la valle di Non, dove Andrea era nato e dove rendeva uniche le sue specialità.

Instancabile divulgatore è riuscito a coinvolgere schiere di blasonati chef (praticamente tutti gli ‘stellati’ hanno messo a frutto i suoi insegnamenti mielosi) senza mai tralasciare i sodali rapporti con i più convinti artigiani del gusto, quanti gestiscono osterie, pasticcerie, panifici o gastronomie dove il cibo è sinonimo di fraternità.

Ecco, Andrea, mielicoltore errante, era un vero alfiere della fraternità. Schietta, davvero solidale.

Lo ho accompagnato più volte nel suo peregrinare. Difficile sintetizzare le esperienze, memorabili in quanto sincere. Appunto, fraterne. Trasportando arnie sul delta del Po, oppure solcando il Canal Grande su una barca carica di oltre 100 mila api, destinate ad un progetto (squisito) sull’isola di Sant’Erasmo, la laguna con il suo inconfondibile carciofo violetto.

Una fraternità tragicamente interrotta. Che le sue api, fortunatamente, continueranno a suggerirci.»
Nereo Pederzolli

E ancora il ricordo di Slow Food Trentino Alto Adige

Protagonista attivo dell’attività Slow Food in Trentino Alto Adige e già Fiduciario di Slow Food Terre del Noce, Andrea Paternoster è stato grande interprete territoriale riuscendo, con il suo conosciuto approccio innovativo e affascinante, a far conoscere i nostri mieli a livello internazionale.

Parliamo di territorio in senso ampio, avendo lui api in tutta Italia, come ampia era la sua visione che trasferiva, con rara abilità divulgativa, messaggi di straordinaria attualità in temi di ecologia e biodiversità.

Ha sempre trasformato le parole in azioni Andrea, con la sua concretezza di noneso trentino, costruendo un prodotto di altissima qualità e sapendolo far apprezzare attraverso esperienze emozionanti. Un poeta del miele che ha saputo far nascere un sogno che oggi, per sua costante passione, diventa di molti.

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