Alziamo le difese immunitarie con frutta e verdura: ideali soprattutto le carote!

Settimana particolare: il diffondersi del coronavirus e le conseguenti reazioni, eccessive o dovute che siano, hanno inevitabilmente condizionato le nostre vite, con effetti molto pesanti sull’economia. Chissà quando dimenticheremo la frenetica corsa agli acquisti che ha svuotato alcuni supermercati, più che altro con un effetto tragicomico. Certo è che invece nei mercati, quelli veri, c’è stata un po’ di altalenanza ma niente di particolarmente rilevante. Forse che frutta e verdura non siano considerate beni di prima necessità? O che chi frequenta i mercati rionali ha meno propensione a farsi prendere dal panico?

Non ci è dato sapere, possiamo soltanto registrare che il trend delle ultime settimane si è mantenuto – caldo, produzione in gran quantità, prezzi generalmente bassi – con un’offerta quindi nel segno della regolarità, mentre la domanda appunto ha dato segnali contrastanti, alternando momenti di grande «traffico» a momenti di calma piatta, senza una vera logica. E forse stato questo l’effetto più visibile della situazione strana che viviamo, ma nulla che abbia sconvolto i mercati.

Carote del Presidio Slow Food di Polignano

Cercando di dare un consiglio per i vostri acquisti e mantenendo validi tutti quelli delle scorse due-tre settimane (carciofi soprattutto), possiamo dirvi di consumare più frutta e verdura, che aiutano con i loro principi nutritivi ad alzare le difese immunitarie, e in particolare scegliamo le carote, ricche di vitamine e beta-carotene. E questo un momento centrale (la raccolta va da novembre a maggio) per le carote di Polignano a Mare in Puglia: un vero spettacolo. Sono multicolori (arancione, giallo tenue, giallo intenso, fino ad arrivare al viola scuro) perché i semi sono ancora selezionati dai contadini e non dalle aziende sementiere, e grazie alla particolare varietà, al contesto pedoclimatico e a un lavaggio in acqua salmastra acquistano un gusto incredibile. Sono un Presidio Slow Food.

Le altre carote italiane, anche se un po’ standardizzate, sono comunque le migliori in Europa. Abbiamo un sistema di coltivazione in varie zone del Paese che ci permette di averle relativamente fresche in ogni periodo dell’anno. Così si evita di avere carote troppo “vecchie”, come quelle estere che costano meno ma che possono essere state raccolte anche sette mesi fa. Generalmente, per le italiane, non passano mai più di quindici giorni, ma sceglietele con il ciuffo verde ancora attaccato: avranno al massimo un paio di giorni.

da La Stampa del 29 febbraio 2020

www.slowfoodeditore.it
Carlo Bogliotti
c.bogliotti@slowfood.it

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