Alghe da gourmet a Terra Madre Salone del Gusto

Chi ha detto che la pesca non può essere anche sostenibile e rispettare i mari e gli oceani? Attenzione alla stagionalità e alle taglie minime, curiosità e voglia di sperimentare in cucina, soprattutto con il pesce azzurro! Sono alcuni dei temi che, ascoltando e degustando, si imparano nell’area #foodforchange dedicata alla campagna internazionale Slow Fish, ma non solo.

Venite a conoscere il magico mondo di Amanda a Terra Madre Salone del Gusto per fare l’esperienza di un vero snorkeling gustativo attraverso una foresta sottomarina nel bellissimo “mare smeraldo” canadese, scoprendo le alghe che lo popolano.

In primo piano, la “sirena del Pacifico” Amanda Swinimer

Quando Amanda Swinimer si veste per andare al lavoro, non indossa un tailleur ma una muta da sub, visto che il suo “ufficio” è la costa occidentale dell’isola di Vancouver. Sì, avete capito bene.

Conosciuta come la “sirena del Pacifico”, Amanda è una raccoglitrice di alghe, oltre che biologa marina. Trascorre le sue giornate immergendosi nelle foreste sottomarine e portando a riva uno dei cibi più salutari a disposizione sul nostro pianeta.

Una volta fuori dall’acqua, stende il raccolto ad asciugare sulle rocce: «Ci sono più di 650 specie di alghe sulle nostre coste».

Amanda le raccoglie da quasi 17 anni e ora vende con il suo marchio Dakini Tidal Wilds anche prodotti essiccati, tè a base di alghe e rimedi curativi. Inoltre propone incontri tematici, immersioni e lezioni di raccolta per chi vuole saperne di più su questo magico mondo, insegnando la stagionalità e mettendo in guardia da quelle potenzialmente nocive.

«Un cucchiaino da tè di alghe essiccate contiene elevatissime quantità di vitamine, nutrienti e minerali – racconta -. Mettetene un po’ sull’insalata, nella zuppa, fatene un pesto o gustatele semplicemente come snack». Ottime se usate per avvolgere il pesce prima di cuocerlo al forno o alla griglia, di modo che ne assorba sapore e nutrienti.

Ma com’è nata l’idea di raccogliere alghe? «Mi è venuta dopo una passeggiata sulla costa, mentre ammiravo la meravigliosa natura che mi circondava e ho realizzato quanta biodiversità vegetale ci fosse sotto il mare. L’oceano è sempre stata una delle mie passioni sin da piccolissima, quindi perché non farlo diventare anche una professione?».

Già, ma non si può improvvisare. «Avevo letto di una signora che lo faceva e l’ho raggiunta sulla sua isoletta perché non c’era altro modo di contattarla – continua -. Grazie ai suoi insegnamenti ho cominciato, raccogliendo alcune alghe e facendole seccare nel mio appartamento, nel giro di pochissimo tempo ne avevo ovunque».

Amanda raccoglie le sue alghe a mano, le fa seccare e il gioco è fatto. «Negli ultimi anni sono sempre di più gli chef interessati a questo cibo locale e sostenibile. Ora una distilleria le usa anche per aromatizzare un gin».

 

Alessia Pautasso

a.pautasso@slowfood.it

tratto dal numero 6/2018 di Slow, la rivista di Slow Food Italia

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